Attenzione
A questo punto non si esclude la demolizione. Ma intanto ci sono da gestire i pericoli legati al crollo
Pontile, addio al progetto-ristorante
Mario Moscadelli
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A destra il pontile Lamberti transennato Sotto la parte franata La Rada Etrusca intenzionata a rinunciare alla concessione del Lamberti
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VADA. Chissà che quel crollo non sia stato un segnale ben preciso. Il segnale che il pontile Lamberti, conosciuto anche con il nome di Bonaposta, non ce la fa più ad aspettare la mano dell'uomo. È come un vecchio che si regge ad una mazza. Il problema è che questa mazza, ovvero la società che lo ha in concessione, ha ormai i mesi contati. La Rada Etrusca, infatti, a oggi è intenzionata a riconsegnare al Comune autorizzazioni e documenti vari. In pratica riconsegnerà il manufatto allo Stato, che ne è proprietario. E il progetto di riqualificarlo con tanto di ristorante? Per quanto riguarda la Rada Etrusca, rimarrà solo nelle carte. Una decisione che apre grossi problemi anche in chiave maxi-ripascimento. Ma intanto, dopo la frana tra la notte di lunedì e martedì, c'è comunque da mettere la costruzione in sicurezza. Niente riqualificazione. Una messa in sicurezza temporanea, perché a fine anno la Rada Etrusca - la società titolare dell'omonimo campeggio - ha intenzione di restituire la concessione al Comune. Concessione che sulla carta scade nel 2014, ma la società sta valutando di liberarsene in anticipo attraverso una dichiarazione di rinuncia. Questo perché i proprietari del camping avrebbero già deciso di non andare avanti col progetto di riqualificazione redatto secondo quanto previsto dal Regolamento urbanistico. A malincuore, visto che - come conferma lo stesso Marco Carrara, titolare della Rada - dopo cinque anni di iter burocratico si era riusciti ad avere anche l'ultimo ok, quello più critico, ovvero il nullaosta delle Belle Arti di Pisa. Il progetto presentato, in sostanza, prevedeva la messa in sicurezza dell'ex ormeggio e la costruzione di un ristorante. «Un piano di recupero realizzato da uno studio di architetti e piuttosto faticoso dal punto di vista burocratico», afferma Carrara. Ma disegni e prospettive sono destinati a restare nel cassetto. Il motivo? I canoni da pagare. Riqualificando il pontile, cambierebbe anche la sua destinazione d'uso. E di conseguenza anche i costi annui della concessione. Costi che secondo i calcoli della Rada Etrusca non sarebbero sostenibili, considerata anche la Bolkestein. L'assessore al demanio e all'urbanistica Margherita Pia, tuttavia, confida di incontrare presto i titolari del campeggio per capire se queste sono davvero le loro intenzioni e approfondire la situazione. «Io non ho mai parlato direttamente con i proprietari della Rada Etrusca - dice Pia - e sono disposta ad incontrarli». Ripascimento a rischio. Dunque, a fine anno il pontile ritornerà molto probabilmente allo Stato. E se così sarà si prospetta una bella patata bollente: una delle prescrizioni della Regione per l'attuazione del maxi-ripascimento di Vada è proprio quella che indica la messa in sicurezza permanente del pontile. Dunque, non un intervento-tampone, ma definitivo. Un lavoro oneroso, si parla di circa 600-700mila euro, ma necessario se si vuole procedere con il progetto. L'alternativa è la demolizione, da non escludere nel caso che la Rada rinunci alla concessione. L'ordinanza. Ieri mattina, intanto, c'è stato un sopralluogo al pontile dopo il crollo della testa di quella lingua di cemento armato. Sul posto la Guardia costiera, i tecnici del Comune guidati dall'ingegner Susanna Berti e i titolari della concessione. Il vicesindaco Lilia Benini ha firmato un'ordinanza di messa in sicurezza immediata del pontile. Ordinanza recepita dalla Rada Etrusca, che si è attivata per ordinare il materiale necessario a recintare il pontile. «Dovrà essere installato un nuovo cancello - spiegano dalla Guardia costiera di Vada - e installata una rete per impedire ai bagnanti di passarci sotto. Inoltre, dovranno essere posizionate delle boe per indicare che quella zona è pericolosa».
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