Gioco
In 2500 da tutta Italia per ammirare le reliquie dei maestri tibetani
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Alcuni dei resti preziosi esposti nel grande gompa del Lama Tzong Khapa Nell'istituto di Pomaia esposti per tre giorni resti preziosi come quelli di Buddha Shakyamuni
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POMAIA. Nel silenzio della collina le tunce, le trombe tibetane, hanno iniziato a suonare. L'incenso si è liberato in aria e il corteo dei monaci si è fatto strada. In un'atmosfera suggestiva le reliquie del Buddha Shakyamuni sono salite nel grande gompa dell'istituto Lama Tzong Khapa ricostruito dopo l'incendio di tre anni fa. Ci sono rimaste fino a domenica scorsa, quando hanno lasciato il centro di preghiera per Marsiglia. Gireranno il mondo un'altra volta - come fanno dal 2001 - e si fermeranno solo quando la grande statuta che le dovrà accogliere nell'India del nord sarà terminata. 2.500 visitatori. Nonostante siano rimaste solo tre giorni, a Pomaia hanno lasciato il segno. «È stata un'esperienza bellissima - racconta Raffaello Longo, presidente dell'istituto tibetano - si respirava serenità e tranquillità. C'era energia positiva. Anche l'affluenza è stata ottima. Sono stati stimati circa 2.500 accessi. Si sono viste persone da tutta Italia. Qualcuno, come una comitiva pratese di 120 cinesi, ha perfino organizzato dei pullman». Tra i visitatori tanti uomini, ma anche diversi animali. «L'esposizione era aperta anche a loro - dice Longo - nel rispetto della filosofia buddista. Si sono visti cani, gatti e perfino rettili». Cristalli di gioia. Nel corso dell'esposizione i visitatori hanno potuto ammirare antiche reliquie, tra cui il sangue di Buddha Shakyamuni, conosciuto prima dell'illuminazione come Siddartha, fondatore delle religione asiatica. I suoi resti avrebbero oltre 2.500 anni. Custodite in teche di vetro, tra drappi colorati e foglie di loto, le reliquie sono state posizionate accanto alla foto del lama a cui sono appartenute. C'era un dente di Buddha Kasyapa e i capelli di Kalu Rinpoce che ha visto luce nel 1905 nel Tibet orientale. E poi formazioni cristalline, frammenti d'ossa, resti simili a perle. Raccolti dalle ceneri dei maestri dopo la loro cremazione. Parte delle reliquie sono state rinvenute all'interno delle statue dei santuari, dove erano state nascoste durante l'occupazione comunista di fine anni Cinquanta. «Sono i resti dei maestri che hanno dedicato la loro vita alla pratiche spirituali per il bene di tutti - spiega Lama Zopa Rinpoce, direttore spirituale del sacro tour - ogni parte di loro ha un'energia positiva che ispira bontà e riduce le negatività: ecco perché sono tanto preziose».
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