Il Tirreno

Fabbrica, dalla Cgil "nuovi" partigiani

Maria Giulia Nenci
Santini
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Santini

Patto con l'Anpi: «Difendiamo il 1º maggio e 25 aprile»

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ROSIGNANO. La Cgil del parco industriale al fianco dell'Anpi nella difesa della memoria storica del Paese. Il patto è stato suggellato lunedì scorso nella sede storica dell'associazione, al Centro Rodari di Rosignano Solvay: a incontrarsi i componenti del direttivo dell'Anpi e una delegazione del sindacato della fabbrica. «L'incontro è andato bene - sostiene Stefano Santini, coordinatore Rsu di Ineos - abbiamo valutato una risposta unanime all'azione politica del Governo di togliere le festività come il 1º maggio o il 25 aprile, da noi considerato come un attacco ai diritti costituzionali e alla dignità del popolo italiano».

La riunione era riservata a una delegazione ristretta della Cgil del parco industriale, ma alla fine tutti i delegati presenti si sono iscritti all'Associazione nazionali partigiani d'italia. «È un atto simbolico e di sostanza - dice Santini - perché crediamo fortemente nell'azione che da sempre l'Anpi svolge a favore dei valori nazionali del nostro paese. Crediamo che lo stretto collegamento con i partigiani - continua - sia utile per ricordare a tutti i lavoratori l'importanza costituzionale della salvaguardia dei loro diritti e per questo invitiamo tutti i ad unirsi a noi in questo tesseramento collettivo, offrendo sostegno e disponibilità». 

Stesso entusiasmo anche per l'Anpi, che tramite il presidente Giacomo Luppichini fa sapere che l'incontro è servito a stabilire un reciproco sostegno contro la manovra finanziaria del Governo. «La scuola e il lavoro - afferma Luppichini - sono i settori più importanti per noi. Quando c'è un periodo di grande crisi parallelamente si attivano lotte sociali a favore dei diritti sanciti dalla Costituzione e l'Anpi non si tira certo indietro».  Lunedì si sono aggiunti quattro nuovi iscritti. «Ma abbiamo già ricevuto - spiega Luppichini - altre richieste di tesseramento. Questo vuol dire che il nostro lavoro non è stato vano, ma non ci fermeremo assolutamente, perché un paese senza memoria è un paese senza futuro».

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