Finanza
La Sinistra e la chiusura della duna
«Giardino botanico: cosa c'è dietro?»
Alberto Beccari (Sinistra per Castagneto)
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Fatti nuovi per il giardino botanico dunale? Ci eravamo lasciati qualche mese fa con la risposta del sindaco e di Politi del Wwf in merito alle nostre richieste di chiarimento a seguito della chiusura di un notevole tratto di area retrodunale lungo via Milano, a Marina di Castagneto. Vorremmo capire se quell'improvviso spirito di generosità di un privato per la difesa dello spazio retrodunale che, come dice il Politi, è stato giustamente recintato per sottrarlo alla cittadinanza notoriamente rea di "troppo attraversamento", sia effettivamente dettato dal disinteressato mantenimento di questo bene così prezioso per la collettività. Intanto l'accesso al mare è già stato fortemente razionalizzato: l'attraversamento del cordone dunale è consentito solo a chi dispone della chiave dei cancelli di ingresso su via Milano. Ce li immaginiamo questi fortunati ospiti, carichi di sdraio e ombrelloni, attraversare il "giardino" in punta di piedi con la leggiadria di un'étoile per non smuovere la sabbia e fare frequenti soste per ammirare le più disparate specie botaniche! A breve, come ha detto il sindaco, non sarà più necessario levitare; basterà camminare sulle ecologiche passerelle che saranno piantate attraverso le duna. Nulla da obiettare; ne prevede la realizzazione anche lo strumento urbanistico in funzione degli accessi al mare. Accessi al mare? Non si trattava di protezione integrale? A questo punto sorgono spontanee alcune domande: 1) con questa recinzione si vuole veramente proteggere la fascia dunale? 2) Non è che questo "giardino botanico" sia propedeutico all'apertura di un'attività sulla spiaggia? 3) Non sarà che una delle nuove strutture di servizio alla spiaggia sia prevista proprio a ridosso di questo "giardino"? Se così fosse, ci troveremmo di fronte a uno di quei rarissimi casi di preveggenza tali da oscurare la fama del mago Otelma.
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