Il Tirreno

Grassi scettico sulla cedolare secca

Maria Giulia Nenci
Grassi scettico sulla cedolare secca

Il presidente Asppi avverte i piccoli proprietari immobiliari

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CECINA. Pagare tutti le tasse consente a tutti di pagarne meno. Opinione più che condivisa, ma molto spesso disattesa. Da qui parte la denuncia di Sirio Grassi, presidente dell'Asppi (Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari) per la provincia di Livorno e Pisa, in merito alla tanto attesa cedolare secca. L'Asppi ha condotto un'inchiesta sulla convenienza o meno di adottare la nuova legge, un'imposta sostitutiva che tassa in maniera "secca" alcuni tipi di reddito, nei comuni delle due province. Dai dati è emerso che per quanto riguarda Livorno e provincia, su un totale di 707 verifiche, solo nel 33,65% dei casi converrebbe adottare la cedolare secca a fronte del 55,30% (circa 391 casi) dove l'imposta danneggia i piccoli e medi proprietari. Per Cecina e Rosignano le percentuali sono simili. «Consiglio a tutti i proprietari - dice Grassi - di far controllare la convenienza o meno dell'opzione della cedolare secca.  Privilegiando i proprietari che godono di un reddito medio o alto - continua Grassi - può essere molto più onerosa della tassazione ordinaria per chi dispone di un reddito basso». La riforma sugli affitti, che rientra nel giro di vite proposto dal governo per combattere il fenomeno del reddito sommerso, principale responsabile dell'evasione fiscale, prevede che i redditi percepiti dai proprietari di case locate con regolare contratto potranno essere tassati alla vantaggiosa aliquota del 20%. Secondo Grassi, la riforma manca di sottolineare l'eventualità di contenziosi tra chi possiede la casa e l'inquilino che la occupa; questa norma, che assegna al cittadino il diritto di segnalare il proprietario dell'immobile all'Agenzia delle entrate per eventuali irregolarità nel contratto o assenza dello stesso, trasforma il cittadino in un controllore fiscale, che non mancherà si denunciare lacune e mancanze visto che, in caso di accertamento, avrà il diritto di rimanere in affitto per i 4 anni successivi pagando un canone pari solo al triplo della rendita catastale, circa alquanto irrisoria secondo l'analisi condotta dal centro studi Asppi della provincia di Livorno.  Grassi invita pertanto i proprietari non in regola a rivolgersi alle sedi dell'Asppi per richiedere la regolarizzazione, evitando così il possibile danno economico provocato da un inquilino troppo solerte. Una situazione spiacevole e onerosa per il proprietario quanto per l'inquilino che, lo ricordiamo, non registrando il contratto evade a sua volta l'imposta di registro.

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