Proteste
Dimostrazione a porte chiuse ieri in una villa sulla Bolgherese con scienziati e docenti
P2p, un esperimento top secret
Divina Vitale
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Una ruspa in una discarica piena di bottiglie di plastica Presentato il progetto per ottenere carburante dalla plastica
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CASTAGNETO. Un progetto di smaltimento e rivalorizzazione rifiuti senza l'ausilio dell'inceneritore, brevettato solo da cinque aziende internazionali specializzate nel settore. Si è tenuta ieri in una villa privata, sulla via Bolgherese, una dimostrazione a porte chiuse del progetto pilota. A presentarlo l'ingegnere Diego Fissore, ad assistere responsabili di settore, docenti universitari, ingegneri e scienziati oltre ai proprietari di casa. Fissore è infatti al timone delle cinque società internazionali specializzate nel recupero dei rifiuti che sono recentemente diventate partner dell'esercito americano. Attraverso la sua Fissore agency, che ha sede nel Principato di Monaco, propone questo sistema che lui stesso definisce «rivoluzionario». Due le tecnologie che negli ultimi due anni l'ingegnere ha presentato in diverse province italiane e che ad aprile sono stati anche illustrati alla commissione ambiente della Camera. La prima è il sistema «autoclave», un trattamento termico a vapore dei rifiuti - provenienti sia dalla raccolta differenziata che da quella indifferenziata - che, a una temperatura di 160 gradi, permette di recuperare tutto il materiale riciclabile dalla spazzatura (vetro, ferro, plastica). Materiale che, alla fine del processo (della durata di 144 minuti), tornerà allo stato vergine, perfettamente pulito e sterilizzato. E poi quello esaminato a Castagneto, il "P2P" (Plastic to petrol), un impianto che a partire da 90º inizia a produrre gas, combustibile, coke. Da circa un chilo di plastica si possono ottenere 1,2 litri di carburante senza zolfo rivendibile, a sua volta, alle raffinerie. Il sistema è utilizzato nelle navi da crociera dove si tende a riciclare tutto: scarti di cucina, bottiglie di plastica, imballaggi ecc... che vengono trasformati in energia e combustibile per le navi. Entrambi i processi sono a emissioni zero o comunque ben al di sotto dei limiti previsti dalla legislazione italiana ed europea.
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