Il Tirreno

Marinaio annegato, slitta l'autopsia

Ma.Mo.
Sopra Simone Vivaldi e accanto la barca da cui si è tuffato
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Sopra Simone Vivaldi e accanto la barca da cui si è tuffato

L'esame venerdì. L'ipotesi più probabile quella della congestione

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ROSIGNANO. Lo strazio di familiari, parenti e amici di Simone Vivaldi è destinato a durare più del previsto. L'autopsia del marinaio rosignanese di 35 anni, morto annegato a Saint Tropez per recuperare una lampada anti-zanzare caduta dalla barca su cui stava cenando, è stata spostata. Probabilmente sarà eseguita venerdì. E allora è probabile che per i funerali a Rosignano bisognerà aspettare l'ultimo giorno della settimana, se noi addirittura i primi giorni della prossima.  Una morte davvero assurda quella del rosignanese, cresciuto con il pallino del mare, delle moto e delle discoteche (per anni ha fatto il pr). Una tragedia causata, probabilmente, proprio dalla sua passione per il mare e dalla sua esperienza. Altrimenti perché tuffarsi in acqua di notte per recuperare una lampada da pochi euro? Perché, come affermano i familiari, per Vivaldi indossare maschera e pinne e tuffarsi era cosa normale, di tutti i giorni. «Sì - dice il fratello Alessandro - probabilmente è stata la sua sicurezza a tradirlo. E la sua disponibilità. A nessuno sarebbe venuto in mente di entrare in acqua per recuperare un oggetto del genere, se non a chi al mare dava del tu come Simone. Era felicissimo per questa sua nuova sistemazione in Francia e tra pochi giorni sarebbe tornato a casa per poi partire con la sua fidanzata per un viaggio a Londra e poi in Messico». Ma cosa è successo al marinaio una volta in mare? A stabilirlo con esattezza sarà l'autopsia, in un primo momento prevista per domani. Ma all'ospedale Pasteur di Nizza, ieri i medici hanno spiegato alla famiglia che il primo posto disponibile per eseguire l'esame è venerdì. La Gendarmerie, tuttavia, si è impegnata con gli stessi familiari a provare ad accorciare i tempi.  Al momento, comunque, sono due le ipotesi più probabili. La prima: una congestione. Vivaldi si è tuffato poco dopo avere concluso la cena a bordo della barca attraccata al porto di Marines de Cogolin. E, visto che a uno primo esame esterno, sul suo corpo non ci sono evidenti segni di contusioni, ecco che si pensa ad un malore improvviso. La seconda: un'immersione azzardata. Nel punto in cui Vivaldi si è buttato ci sono circa 6 metri di profondità e l'acqua è decisamente sporca. Può darsi, allora, che nel risalire in modo affannato, l'uomo abbia trovato la carena di una barca sopra la sua testa, che si è trasformata in una trappola mortale.  Ipotesi, ma quello che resta è una morte assurda nella sua dinamica e il dolore dei familiari e di tanti amici, che anche ieri hanno lasciato ricordi e messaggi nella sua bacheca di Facebook.

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