La manifestazione
«Indignati», decine di bandiere sui terrazzi
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Le bandiere con la scritta «Indignati» sul corso e in piazza Guerrazzi Il comitato pro-ospedale: «Non ci hanno fatto partecipare alla Targa»
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CECINA. Una croce rossa spicca sul fondo bianco, con una sola parola sotto: indignati. Le bandiere - ne sono state già piazzate un centinaio, disseminate per il centro cittadino e non solo - campeggiano in bella vista su balconi, finestre, porte e sono l'emblema della rabbia e della protesta che monta. E' la rabbia del comitato Pro Ospedale di Cecina, come si è ribattezzato il neocostituito organismo, che il 19 agosto scorso aveva raccolto oltre 2mila firme in città. Firme che sono ancora cresciute e cresceranno dal momento che si è avviata una raccolta capillare un po' in tutta la bassa Val di Cecina con l'organizzazione di banchetti e volantinaggio. L'idea di «sventolare» il vessillo dell'indignazione, però, è maturata solo in questi giorni in seno agli organizzatori rimasti sbigottiti dopo che l'amministrazione comunale di Cecina ha vietato ai promotori del comitato di partercipare alla sfilata della Targa Cecina con uno striscione. L'antefatto lo raccontano proprio gli ideatori del comitato, presieduto da don Reno Pisaneschi, e che ogni lunedì si riunisce nel salone parrocchiale davanti al Comune per esaminare i problemi della sanità locale. «Avevamo chiesto - spiega Alessandro Tinti del comitato - di poter partecipare alla Targa Cecina con uno striscione in difesa dell'ospedale di Cecina con lo slogan "Salviamo l'ospedale". Per questo ci siamo rivolti agli organizzatori e poi all'amministrazione comunale. Abbiamo fatto una richiesta scritta che è stata protocollata, poi ci è stato detto dal sindaco che non era possibile. Anche una delegazione di donne del nostro comitato è andata a parlare con lui, ma non c'è stato niente da fare». «Attendiamo una motivazione scritta», spiegano dal comitato. «Non si capisce perché non si possa partecipare con uno striscione che non è affatto offensivo ma che semmai invita tutti a battersi per la difesa del nostro ospedale e dei nostri servzi sanitari». Da qui l'idea di una forma di protesta (la croce rossa co gli «indignati») da far scattare proprio il giorno prima della Targa e da proseguire oggi. Anzi, per la verità è intenzione del comitato tenere alta l'attenzione sull'ospedalw di Cecina per tutto settembre. «Invitiamo tutti a tenere esposte le bandiere per tutto il mese di settembre». Oggi, frattanto, sebbene non parteciperanno alla sfilata dei carri allegorici, i promotori e i simpatizzanti del comitato Pro Ospedale saranno ai varchi della Targa per continuare la raccolta di firme e distribuire volantini. Cosa chiedono? Che l'ospedale di Cecina «non si trasformi solamente in un grande pronto soccorso», che venga mantenuta la completa funzionalità dei servizi (chirurgia, medicina, ortopedia, pediatria, ginecologia, ostetricia e tutti i servizi sanitari collegati). La petizione per la raccolta di firme chiede inoltre che «venga immediatamente riattivata l'Utic nella sua piena funzionalità» e che, in sostanza, la salute dei cittadini non sia condizionata da politiche sanitarie basate solamente su scelte economiche e di potere. Don Reno Pisaneschi lo ha detto più volte nei suoi interventi, esprimendo il timore che si vada lentamente svuotando l'ospedale di Cecina dai suoi servizi attuando - da parte della direzione dell'Asl - una sorta di «politica del carciofo», prima una foglia, poi l'altra, fino a far sparire prima o poi il tutto.
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