Il Tirreno

Va a Reggio Emilia e si riprende 8 cani «Stanno meglio qui»

Maria Giulia Nenci
Anna Maria, Alberto e i loro amici a 4 zampe al canile di Donoratico
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Anna Maria, Alberto e i loro amici a 4 zampe al canile di Donoratico

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 CECINA. Otto amici da salvare, andando a riprenderseli per riportarseli tutti «a casa». Questa volta gli amici a quattro zampe non sono dispersi nel ghiaccio dell'Antartico, ma sono ospiti di un canile di Reggio Emilia. E' la storia di Ortica e Tina, due femmine di 12 e 13 anni che, insieme ad altri sei amici, sono state trasferite da Cecina in Emilia Romagna. La vicenda inizia con l'estate quando i dieci comuni della bassa val di Cecina aprono un bando per gli otto cani ospiti dell'Oasi degli animali. Alla gara partecipa soltanto un canile, di Reggio Emilia appunto, che a mani basse ne ottiene l'affidamento.  Qui inizia l'odissea dei piccoli amici, costretti a un lungo viaggio nonostante l'età e qualche acciacco. Ortica, una delle più anziane, nei mesi scorsi era stata male per una nefrosi renale che l'aveva condotta all'ipotermia, ma che grazie all'aiuto e all'amore di Anna Maria, volontaria, era riuscita a sconfiggere, ottenendo cosi una seconda vita.  Anna Maria Della Palma, insieme al fidanzato Alberto Bianchi, entrambi volontari dell'associazione "Animali per amici" di Donoratico, sono i veri angeli custodi di questi cuccioli.  «Collaboro da tempo con l'Oasi degli animali - dice Anna Maria - i nostri amici a quattro zampe li chiamiamo per nome. Sono stata a Reggio Emilia e il canile è un'ottima struttura, un'edificio a norma e pulito, ma le gabbie erano più piccole di quelle di Cecina e i cani erano solo... cani. Non esistevano Iron, Macchietta piuttosto che Terry e Ortica. Erano solo un pastore tedesco di nove anni, un bastardino di dodici anni o un meticcio di sei».  Anna Maria non giudica la conduzione del canile, anzi, si rende soltanto conto che quei canini pelosi le mancano più di quanto pensasse e cosi, un giorno d'estate, decide che è giunta l'ora di andare a riprenderli.  Insieme ad Alberto noleggiano un furgone da Livorno, grande abbastanza da poter trasportare otto amici un po' ingombranti e partono alla volta di Reggio Emilia con l'intenzione di adottare Iron e compagni.  Una volta tornati a casa non sono più soli e otto cani sono un vero impegno. In loro aiuto arriva l'associazione "Animali per amici" che, insieme ai due volontari, provvede all'affitto di un terreno appena fuori Donoratico, all'acquisto di box confortevoli e di qualche sacco di cibo.  Finalmente Macchietta, Iron & C. hanno uno spazio tutto per loro dove giocare e correre insieme ai loro padroni Anna Maria e Alberto, nella speranza che anche gli altri quindici cani ospiti a Cecina possano incontrare anime buone e generose.  Sempre a Cecina, un'altra storia di generosità e amore verso gli animali. Una coppia di fidanzati trova una canina abbandonata in campagna, ha circa sei sei mesi ed è un incrocio tra un border collie e un setter. Immediato il trasferimento all'Oasi degli animali di Filippo Casini, dove alla canina viene data assistenza medica. I ragazzi tornano qualche giorno più tardi e la canina, Giuditta, è ospite di Aragon, un meticcio maremmano suo coetaneo che supera i 20 kg. Vederli insieme, nello stesso box, fa scattare qualcosa nella mente e nel cuore dei due fidanzati e dopo pochi giorni la decisione: li adottiamo entrambi. I cani sono ancora ospiti del canile in attesa che passino i sessanta giorni previsti dalla legge per le vaccinazioni e le pratiche amministrative per l'adozione.  La generosità che ha accolto gli otto amici a Donoratico e la coppia di Cecina sembra essere prerogativa di una zona, quella della Val di Cecina, dove il fenomeno dell'abbandono è in netto calo.  «Fortunatamente - dice il veterinario Marco Melosi - le campagne animaliste di sensibilizzazione effettuate dal Governo, in collaborazione con la Lav e l'Enci, hanno dato i loro frutti, contribuendo alla formazione di una coscienza civile che condanna chi commette un atto indegno come l'abbandono di un animale. Il microchip da circa dieci anni aiuta a contrastare questo fenomeno, perché attraverso questo meccanismo è facile risalire al legittimo proprietario e procedere quindi per vie penali».  Due storie a lieto fine in una stagione che spesso vede i cani protagonisti solo di episodi di abbandono.

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