Il Tirreno

Muore annegato a Saint Tropez

Rino Bucci
A destra tre immagini di Simone Vivaldi 35 anni di Rosignano Solvay Il mare era sicuramente la sua più grande passione oltre a quella per le discoteche
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A destra tre immagini di Simone Vivaldi 35 anni di Rosignano Solvay Il mare era sicuramente la sua più grande passione oltre a quella per le discoteche

La vittima è un rosignanese di 35 anni, marinaio e pr in discoteca

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 ROSIGNANO. È morto a Saint Tropez, nel porto di Marines de Cogolin. Simone Vivaldi, 35 anni residente a Rosignano Solvay, stava cenando su un motoryacht. Una serata con i compagni d'equipaggio, finita in tragedia quando dall'imbarcazione è caduta una lampada anti-zanzare.  Vivaldi ha deciso di tuffarsi per riprenderla e dall'acqua non è più riaffiorato. A ritrovarlo, dopo quattro ore di ricerche, sono stati i sommozzatori di Tolone. La tragedia si è consumata nella notte tra mercoledì e giovedì.  Secondo una prima ricostruzione dei fatti, è sera quando il capitano del Bsk - motoryacht appartenuto all famiglia di Aristotele Onassis e ormeggiato alla Marina di Cogolin - decide di organizzare una cena a bordo per salutare alcuni ragazzi che il giorno dopo avrebbero lasciato l'equipaggio. Simone fa parte del gruppo e partecipa alla festa. La sera scivola via tranquilla. Verso le dieci il rosignanese chiama alcuni amici, tra cui Andrea Tognotti. Niente lascia presagire il peggio. «L'ho sentito tranquillo - dice Tognotti - era un bel periodo per lui. Era felice».  Il dramma si consuma un'ora più tardi, quando Vivaldi si sporge dalla barca per prendere dall'equipaggio di un altro mezzo una lampada anti-zanzare. Nel trasferimento l'oggetto cade in acqua. L'uomo è deciso a tuffarsi, i presenti lo invitano a desistere. La lampada costa pochi euro. Poco dopo la mezzanotte Vivaldi si tuffa lo stesso con una maschera. Il fondale del porto non supera i 4 metri, ma l'acqua è torba, oleosa. Chi partecipa alla cena vede riaffiorare il rosignanese. Non c'è preoccupazione e il pasto continua. Passano dieci minuti. Vivaldi non torna e ci s'inizia a preoccupare. Due uomini si tuffano, non lo vedono.  I soccorsi partono alle 0,50. Prima arriva la Capitaneria, poi i sommozzatori di Saint Tropez e di Tolosa. Sono loro che alle 4 di mattina ritrovano il corpo del marinaio quattro barche più in là rispetto allo yacht da cui si era tuffato.  La Gendarmerie preleva la salma e la porta all'obitorio della cittadina sulla Costa Azzurra dove si trova ancora. Mentre la capitaneria di Lavandou apre un'inchiesta.  Per lunedì è in programma l'autopsia all'ospedale Pasteur di Nizza. Si cerca di stabilire le cause della morte del rosignanese. «Era un nuotatore provetto - racconta un'amica, Cristina Tarchi, di Castiglioncello - è difficile che sia affogato. Anche un malore lo escludo, era riaffiorato una prima volta. Penso che abbia sbattuto su qualche oggetto, forse una catena, dato che la visibilità era azzerata. Un ragazzo d'oro, l'ultima volta l'ho visto due settimane fa in discoteca».  Da ieri la famiglia Vivaldi è a Saint Tropez. C'è il fratello Alessandro, la madre Renza Castellini, la sua ragazza e gli zii. Prima di portare la salma in Italia avranno il duro compito del riconoscimento. «Stiamo vivendo un incubo - dice lo zio, Antonio Menicagli - ancora non ci crediamo. Simone era un ragazzo un po' spericolato, ma in questo periodo era felice. Durante l'inverno era riuscito a prendere la patente nautica e già dalla primavera aveva lavorato su uno yacht a Santo Stefano Magra». Poi, a luglio, un breve periodo a casa e la ripartenza per Saint Tropez. «La notizia di questa morte assurda ha sconvolto tutti - dice Paolo Cammilli, amico intimo del marinaio - anche perché Simone era conosciutissimo. Da quando aveva 13 anni lavorava come pr nelle discoteche. Le ha girate tutte. Poi, l'avventura nel mondo del mare che, insieme alle moto, amava tanto». Conclusa l'autopsia e ottenuto il nullaosta, la salma dovrebbe rientrare in Italia tra mercoledì e giovedì. Sarà tumulata nel cimitero di Rosignano Marittimo.  La famiglia non vuole fiori, ma chiede una raccolta di donazioni in favore di Simone.  

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