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PIOMBINO. In tarda mattinata, verso le 11,50, ieri, ammaraggio numero due (in meno di una ...
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PIOMBINO. In tarda mattinata, verso le 11,50, ieri, ammaraggio numero due (in meno di una settimana) nel mare di Piombino. Stavolta a pilotare l'ultraleggero c'era Paolo Bettini ct della nazionale azzurra di ciclismo su strada. Nell'abitacolo anche il nipote di 16 anni, Andrea Montagnani. Avventura rocambolesca dove Bettini è riuscito - comunque - a cavarsela da solo. Dopo l'ammaraggio l'aereo è colato a picco, zio e nipote (ferito a un ginocchio, qualche punto di sutura) hanno dovuto nuotare un bel po' prima di incrociare la rotta di un peschereccio, riuscire a farsi vedere dal comandante ed essere recuperati. Per passare sulla vedetta della guardia costiera e da qui arrivare al porto di Piombino poi al pronto soccorso per i controlli di rito (verso le 14). E riabbracciare i familiari. La notizia è rimbalzata immediatamente su tutti i telegiornali e i siti online. Proprio perchè, protagosnita, era il due volte campione del mondo, campione olimpico e commissario tecnico della nazionale di ciclismo su strada Paolo Bettini pilota e proprietario dell'aereo. Pilota che si trovata a circa 850 piedi di altitudine (circa 250 metri) quando all'improvviso ha notato l'avaria completa di tutti gli apparati di bordo e lo spegnimento del motore. «Stavamo tornando a casa e quando mi sono reso conto dei problemi ho virato sopra Populonia dritto verso il mare - ha ricordato Paolo Bettini, mentre raccontava l'incidente, fuori dal pronto soccorso di Villamarina - abbiamo visto tanta gente sugli scogli alla Buca delle Fate che seguiva le nostre operazioni in cielo...». Con perizia Bettini ha tentato la manovra d'emergenza ed ha funzionato. Pilota e passeggero sono usciti dall'ultraleggeto che è rimasto a galla per alcuni minuti prima di affondare. Da qui zio e nipote hanno cominciato a nuotare verso la costa. «Circa venti minuti dopo - interviene Alessandro Russo, dell'ufficio circondariale marittimo di Piombino - hanno richiamato l'attenzione di un peschereccio "L'Ippocampo". Il comandante Aprea li ha visti e li ha avvicinati per prenderli a bordo. Poi è stata contattata la nostra sala operativa». Immediata l'uscita della motovedetta Cp2108. Allertata anche l'ambulanza della Misericordia, tramite il 118. In 15 minuti il trasbordo dal peschereccio alla motovedetta. A Piombino verso le 13,30 poi zio e nipote sono stati portati al pronto soccorso. Naufraghi risultati comunque in buone condizioni, solo il nipote del campione ha riportato questa leggera ferita al ginocchio sinistro causata dall'impatto. Altri militari dell'ufficio circondariale, intanto, con un mezzo della guardia costiera ausiliaria, avevano già perlustrato la zona di affondamento: non è stata individuata nessuna traccia d'inquinamento. «La legge del mare salva altre due persone ammarate a due miglia da punta Baratti - è stato il commento di Russo - Vorrei esprimere, al comandate del motopesca Ippocampo il più vivo compiacimento per il salvataggio degno della più nota tradizione della marineria italiana». Cecilia Cecchi SERVIZI A PAGINA 3
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