La manifestazione
Centro per donne sole, completato l'iter
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La vecchia sede dei vigili del fuoco al Paratino Nascerà al Paratino nell'ex caserma dei vigii del fuoco: accordo sul comodato d'uso
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CECINA. Si chiude la partita burocratica per il centro di accoglienza nell'ex sede dei vigili del fuoco al Paratino che dovrà ospitare donne sole, vittime di violenza o in condizione di esclusione sociale ed emarginazione. La struttura sarà allestita anche in modo da poter accogliere i figli delle indigenti. Ad essere ottimisti per il prossimo anno potrebbe entrare a regime. L'ultimo documento necessario ed approvato nei giorni scorsi è stato il contratto di comodato d'uso tra il comune di Cecina (attuale proprietario) l'Asl (usufruttuario). Con la stipula del documento, l'azienda di Monterotondo si impegna a gestire la struttura per i prossimi cinque anni. Lavori. Altra partita è quella che riguarda gli interventi di adeguamento: serviranno a trasformare l'ex caserma in un centro di accoglienza. «Il progetto è già pronto - spiega l'assessore al sociale Lia Burgalassi - per quanto riguarda i finanziamenti invece, saranno utilizzati dei fondi destinati dal Ministero delle Pari Opportunità al comune di Rosignano per il la struttura Alba e Sorriso, poi chiusa. In accordo con Roma, visto che le finalità sono le stesse, quei soldi saranno dirottati sull'ex sede dei vigili del fuoco. Speraimo entro la fine dell'inverno di avere a disposizione questo centro». Se i soldi non basteranno, l'Asl compenserà. L'edificio. Si tratta di una struttura da 120 metri quadri - che sarà gestita dalla Società della Salute - in cui verranno ricavati 10 posti letto per le donne sole e bisognose, anche con figli. Oltre alle camere da letto ci saranno dei luoghi in comune utili a favorire l'incontro e la socializzazione. Accoglienza. Se in un primo monento si era parlato solo di vittime d'abuso e "barbone", «oggi possiamo dire che il bacino d'utenza si è allargato - spiega Burgalassi - e il centro potrà rispondere anche alle esigenze delle signore che hanno dei problemi seri di emergenza abitativa. Anche perché ci troviamo davanti ad un fenomeno nuovo - continua l'assessore - mi riferisco a quello delle donne sole, magari con figli, in cerca di casa. Se da una parte in questo senso la richiesta aumenta dall'altro non ci sono abbastanza posti letto. Soprattutto con la chiusura del centro Alba e Sorriso a Vada». Nell'immobile - sprangato ad inizio anno - si trovavano più di 17 posti letto per gli immigrati. Aperto venti anni fa, fu uno dei primi centri d'accoglienza nel suo genere. R.B.
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