Il Tirreno

Autovelox, pace fatta Il comune pagherà 62mila euro al comitato

La marcia di protesta dei 49 km all’ora a Riparbella
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La marcia di protesta dei 49 km all’ora a Riparbella

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CECINA. C'era una volta la 68, per tutti Salaiola, stretta, tortuosa, costellata di tornanti e curve a gomito, teatro di troppi incidenti. C'era una volta un autovelox dietro una vecchia quercia alla Melatina (comune di Riparbella). C'erano, una volta, verbali che fioccavano come grandine agli ignari automobilisti dal pedale più o meno sveglio che transitavano sul fatidico tratto Fagiolaia-Melatina. C'erano 15mila multe, tra settembre 2005 e aprile 2006, da mettere in cassa per la tesoreria del Comune di Riparbella. C'era un vigile che in un giorno, il 29 dicembre di 6 anni fa, firmò 3615 contravvenzioni fatte dalla macchinetta, una ogni 24 secondi, roba da record e da slogarsi il polso. C'era una volta un comitato di cittadini imbufaliti che decise di reagire di fronte alla «ghigliottina delle multe» e formò il «No Gabelle». C'erano una volta centinaia di ricorsi che piovvero sulla scrivania del giudice di pace di Cecina, di automobilisti che contestavano la posizione dell'autovelox e la gara d'appalto con cui Riparbella aveva assegnato la gestione della macchinetta alla Centro Servizi di Larciano. E poi c'erano proteste clamorose, la marcia dei 49km all'ora, le raccolte di firme, i poster burleschi (tra cui il «Mi consenta» con cui Berlusconi - appena multato - si rivolgeva al sindaco riparbellino Fontanelli), gli slogan, gli sfottò e la tv nazional- popolare cui non potè sfuggire la storia da copertina.  C'era una volta, perché da ieri pomeriggio i protagonisti della «guerra delle multe» hanno deciso di metterci una pietra sopra, firmando un accordo in cui reciprocamente rinunciano ad una serie di azioni. Il Comune pagherà 62mila € al comitato (era creditore di 12.148 per gli automobilisti sconfitti in giudizio ma doveva 82.592 € a fronte dei 726 ricorsi vinti per oltre 3mila verbali impugnati dal comitato). Ma l'intesa sancisce anche lo stop delle pendenze a carico (procedimenti in appello e Cassazione) e il ritiro da parte del comitato della querela per falso nella verbalizzazione delle sanzioni. L'intesa è stata firmata davanti al sindaco Fontanelli, la dott.sa Bardi (segretario comunale), l'avvocato Sergi del Comune, gli avv. Nuti e Gotti del comitato e il presidente pro tempore di No Gabelle Brunetti.  «Per noi è una battaglia vinta - dicono Nuti e il presidente Brunetti - e lo sanisce la Cassazione secondo la quale il costo del noleggio dell'autovelox parametrato al numero di multe viola l'art. 97 della Costituzione sull'imparzialità della pubblica amministrazione». Ma anche perché il comitato «No Gabelle» è stato il primo a fare una battaglia sugli autovelox che poi è sfociata in inchieste un po' in tutta Italia.  Soddisfazione, per l'intesa raggiunta, è stata espressa in un sintetico comunicato anche dal sindaco di Riparbella Fontanelli.  Naturalmente resta in piedi la parte penale: l'indagine della Procura col rinvio a giudizio per falso in atto pubblico e concorso in abuso d'ufficio per quelli della Centro Servizi e i vigili di alcuni comuni pisani. E i ricorsi civili dei non aderenti al comitato.

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