Il dolore
«Se il tribunale detta il bilancio»
◗
Dario Marzini (Pdl) Causa persa dal Comune. Il Pdl va all'attacco
2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Una variazione di bilancio in consiglio comunale «dettata da un tribunale». Il Pdl torna all'attacco sulla causa persa da palazzo civico per l'area del tribunale di via Landi che ha obbligato il Comune di Cecina, di fronte all'ultima sentenza della Corte di Cassazione, a iscrivere a debito fuori bilancio ulteriori 862.252,39 euro per risarcire gli ex proprietari dei terreni. Una vicenda annosa che era già stata occasione di dure polemiche, soprattutto dalle forze di opposizione, per questioni legate a vecchi espropri che hanno visto l'ente comunale soccombere in giudizio. «Pare scontato sottolineare che questo "debito fuori bilancio" - scrive Dario Marzini (Pdl) all'indomani del consiglio comunale di lunedì scorso - è da attribuirsi alla "mala gestio" della cosa pubblica perpetrata dalle precedenti amministrazioni di centro-sinistra, che va pesantemente ad incidere sulle tasche dei cittadini cecinesi». E aggiunge: «Ci chiediamo se sia giusto che per un grosso errore compiuto da chi ha governato questa città siano sempre e comunque i cittadini cecinesi a pagare, senza che siano individuati i veri responsabili e che a questi siano chiesti i danni per il loro operato». Marzini va avanti nelle sue valutazioni: «In tempi di crisi economica ci pare grave che l'avanzo di amministrazione residuo dello scorso anno sia stato completamente "prosciugato" dall'ennesima sentenza sfavorevole. Ricordiamo che nella scorsa legislatura l'amministrazione comunale ha dovuto sborsare per casi analoghi quasi nove miliardi di vecchie lire; quante opere a favore dello sviluppo economico e per i cittadini si sarebbero potute fare? Nella variazione approvata dalla maggioranza ci preme inoltre far presente all'opinione pubblica che sono stati stanziati 210.000 euro per consulenze, che saranno esborsate a favore della Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze per pareri in merito alla revisione del regolamento urbanistico». E conclude: «Riteniamo che questi danari potevano essere benissimo risparmiati e la revisione poteva essere fatta con risorse interne all'amministrazione, considerato anche che il Regolamento Urbanistico è soltanto uno strumento tecnico di attuazione del più complesso Piano Regolatore, che non è attualmente oggetto di revisione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
