Sicurezza
Picchiato all'uscita della stazione
Alessandro De Gregorio
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Una volante e unambulanza davanti alla stazione ferroviaria Grave, si sveglia dopo 5 giorni all'ospedale e denuncia gli aggressori
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CECINA. «Appena sono uscito dalla stazione ho sentito un colpo alla testa, ho perso i sensi e non so cosa sia successo dopo». Anton Borodin ha detto questo al poliziotto che lo ha sentito ieri, dopo aver atteso che quel paziente si risvegliasse e fosse in grado di parlare. Borodin, trentenne ucraino residente a Cecina, ci ha messo cinque giorni a riprendersi. E' ancora ricoverato all'ospedale di Livorno con un brutto trauma cranico. I medici hanno appena sciolto la prognosi, che al momento è di 60 giorni. Ma il giovane viene tenuto sotto stretta osservazione per la presenza di numerosi focolai emorragici. E' stato aggredito alla stazione di Cecina giovedì sera da due persone, «un russo e un polacco sui trent'anni, alti, grossi, capelli corti». Questa la descrizione che ha dato l'ucraino all'agente del posto fisso di polizia. Niente nomi e cognomi, «li conosco solo di vista». Borodin, trovato steso a terra nel piazzale della stazione, era stato ricoverato in un primo momento all'ospedale di Cecina e poi trasferito in quello di Livorno. Stando a quanto ha dichiarato, l'aggressione di cui è stato vittima sarebbe avvenuta senza un motivo. «Sono sceso dal treno alle 23,30 - ha detto ancora al poliziotto - e mi sono trovato davanti quasti due che hanno cominciato a sfottermi. Non so se avessero bevuto, so solo che mi prendevano in giro ma io non volevo problemi e ho provato a ignorarli. Ho continuato a camminare ma appena sono uscito dalla stazione ho sentito un gran colpo dietro la testa e sono svenuto». Il colpo non è stato sferrato a mani nude, come hanno stabilito i medici del reparto di neurologia. Borodin è stato picchiato con un oggetto contundente, un bastone o una sbarra. Ieri ha firmato il verbale. Una copia è stata spedita in Procura, un'altra al commissariato di Cecina incaricato di condurre le indagini. E' stata sentita anche la madre di Borodin, rintracciata a Riparbella dove lavora; ma la donna non ha saputo fornire indicazioni utili. La polizia sta dando la caccia ai due aggressori sulla base della descrizione fornita dall'ucraino.
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