La manifestazione
Ancora meduse mangia-pesci
Alessandra Bernardeschi
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Le noci di mare avvistate a Rosignano Nuovi avvistamenti sulla costa tra Vada e Rosignano Arpat: fenomeno delicato, le segnalazioni sono importanti
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ROSIGNANO. Grande attenzione da parte dell'Arpat sulla presenza lungo le coste della "noce di mare", detta ancora meduse mangia-pesci, scientificamente conosciuta con il nome di Mnemiopsis leidyi che continua ad essere segnalata dai bagnanti. Si tratta di una specie di ctenoforo tentacolato molto simile ad una medusa, non urticante ma carnivora e dunque capace di ridurre drasticamente l'ittiofauna delle aree che riesce a colonizzare. «In questi ultimi giorni - rendono noto dall'Arpat - ci sono state varie segnalazioni della presenza della mnemiopsis che assomiglia alle comuni meduse ma che non è urticante». Sulla nostra costa numerose Mnemiopsis erano state segnalate una settimana fa tra il porto turistico Marina Cala de' Medici e Castiglioncello, in particolare al Quercetano. «Si tratta di una specie di ctenoforo tentacolato, che assomiglia alle comuni meduse, ma che non è urticante». Nessun pericolo dunque per i bagnanti ma la stessa cosa non la si può dire per la fauna. Infatti «il Mnemiopsis è carnivoro e consuma zooplancton, compresi crostacei, soprattutto uova e larve di pesci. La grande tolleranza di questa specie ai diversi fattori ambientali - spiegano all'Arpat - lo rende capace di adattarsi a tutte le condizioni presenti in Mediterraneo». Da qui la «preoccupazione in relazione alla sua capacità di compromettere gli stock ittici sia attraverso una competizione per le risorse, sia a causa della dieta costituita prevalentemente da uova e larve di pesce. In tal senso Mnemiopsis leidyi è in grado di condizionare interi ecosistemi e ridurre drasticamente l'ittiofauna delle aree che riesce a colonizzare, naturalmente se ciò avviene in grandi quantità». Ecco perché questa specie introdotta accidentalmente nel mar Nero dove ha causato un drastico calo di popolazioni ittiche in particolare l'acciuga, è da tempo sorvegliata «e le sue segnalazioni - dicono all'Arpat - sono molto importanti».
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