Il Tirreno

VAL DI CECINA

Roberto Creatini   (presidente Pro Loco Vada)
VAL DI CECINA

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VAL DI CECINA Ma l'invaso di Puretta è solo un altro regalo a Solvay  Lo dicevamo già due anni fa: l'invaso di Puretta sarebbe solo la foglia di fico che permetterebbe a Solvay di continuare a monopolizzare l'acqua in Val di Cecina, con Idro-S o senza. Tanto è vero che la multinazionale contribuirebbe per un terzo alla costruzione del piccolo invaso, che non coprirebbe nemmeno le perdite della rete acquedottistica di Volterra e Pomarance. In alternativa proponevamo e proponiamo investimenti nel risanamento della rete distributiva acquedottistica che, come attestato da numerosi documenti di Aato, Asa, Progetto Cecina bacino pilota, perde il 38 % dell'acqua trasportata nella zona, corrispondente ad una quantità molto maggiore dei 500.000 metri cubi previsti per l'invaso. Il risanamento della rete, che deve e dovrà comunque essere affrontato, quasi sicuramente costerebbe meno del costo preventivato per l'invaso in progetto. Che invece ha un altro pregio, per Solvay, quello di servire (oltre che come merce di scambio) anche per il ravvenamento dei pozzi Solvay a valle di Puretta (San Lorenzo e Cacciatina), altrimenti in sofferenza per l'intenso sfruttamento. Non vengono fugati inoltre i sospetti di cava mascherata da intervento di pubblico interesse: il reale scopo del progetto non sembra tanto l'accumulo di acqua, quanto il business degli inerti da cavare, valutati in quantità "ingente", ammontante ad oltre 1.1 milioni di metri cubi tra ghiaie ed argille. Sorprendentemente i Comuni e gli enti della zona, prioritari destinatari di tali materiali, non hanno manifestato interesse agli stessi materiali per uso pubblico - ad eccezione del comune di Volterra - lasciandone di fatto la fruizione a cavatori privati. Ma l'aspetto più grave è il diffuso inquinamento a monte del sito dell'invaso d'acqua, destinata al consumo umano. Negli studi ufficiali risultano gravi e diffusi inquinamenti, con valori ben sopra la norma per mercurio, arsenico, boro, cromo, cadmio, nichel nei sedimenti dei torrenti affluenti e nel fiume Cecina, come a Monteguidi, Berignone, San Dalmazio, ecc. Tale grave inquinamento richiede semmai una vasta e scrupolosa opera di bonifica ambientale - individuando i responsabili - anziché l'introduzione di un elemento convogliante come un invaso, per di più ad uso civile. Non è un caso che anche il Tar toscano, nel dicembre 2010 abbia giudicato inadatto il progetto Puretta, e fermato per la seconda volta i nuovi sfruttamenti minerari del salgemma. Incomprensibile infine la soddisfazione dell'assessore provinciale Picchi, che anziché correre dietro ai "bisogni" di Solvay, farebbe bene a garantire acqua buona alla popolazione.  Maurizio Marchi (Medicina democratica) TIRRENICA Rivogliamo il nome di Vada sulle indicazioni stradali  Il paese di Vada con la sua storia millenaria, le sue tradizioni ed il suo sviluppo turistico non esiste più. Questa è la conclusione a cui è giunta la Sat autostrada Tirrenica con la segnaletica ed i nomi degli svincoli dati in questi giorni alle uscite presso la nuova barriera (di Vada???). Infatti quelle che erano le uscite di Vada sulla superstrada Aurelia e quindi anche uscite dalla A12 che converge sulla Ss1, hanno cambiato nome. Provenendo da sud la vecchia uscita di Vada è diventata Uscita Rosignano mentre provenendo da nord quindi da Livorno ma anche dalla autostrada A12 compare Cecina e Sr 206. Togliere la denominazione all'uscita di Vada significa un notevole danno economico a tutto il nostro comparto turistico, artigianale ecc. che non ha più visibilità sulle strade di grande comunicazione. Tutti gli operatori dovrebbero quanto meno ristampare i loro depliant e correggere i loro siti internet sostituendo alla frase "Ss1 uscita Vada" la frase "uscita Rosignano" e "uscita Cecina Sr206". I navigatori satellitari non riporterebbero più il nostro paese e le varie società editrici che pubblicano le carte stradali sicuramente non indicheranno più un paese che non ha denominazione importante. Si capisce quindi quale è il danno economico di questa scelta che tra l'altro crea anche confusione tra gli automobilisti visto che di uscite per Rosignano ve ne è un'altra più avanti nei pressi della località Giardino e per Cecina altre in corrispondenza di Cecina Nord, Cecina Centro e Cecina sud. Preso atto di queste realtà, abbiamo chiesto subito un incontro con la Sat, che c'è stato nelle settimane scorse con la presenza anche dell'assessore comunale alla viabilità Daniele Donati, ma a tutt'oggi nulla è cambiato. Si richiede quindi anche all'Anas che l'attuale uscita della Ss1 Aurelia sulla Sr 206 nei pressi di Vada, torni ad essere, anche sulla cartellonistica stradale, l'uscita di Vada come era in passato. In caso contrario saremo costretti, insieme agli operatori economici e commerciali, ad iniziare una protesta vivace tesa a ridare al nostro paese quella visibilità che ha sempre avuto. Per la storia ricordiamo che il nome Vada (Vadis Volaterris - Vada Volaterrana) è riportato già nella carta Pentingeriana del 330 avanti Cristo conservata al museo di Parigi e di cui esiste una copia nel museo di Larderello. Nei tempi più recenti il paese di Vada è già ben evidenziato nella carta d'Italia di 150 anni fa, fino ai tempi nostri. Il nostro non è un campanilismo dell'ultima ora ma è una esigenza sentita da tutto il comparto turistico e commerciale. Ricordiamo che solo a Vada si passa dai 5.000 abitanti residenti ai 25.000 del periodo estivo di cui molti stranieri.

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