Sicurezza
Duemila euro e sequestro: «Ma farò ricorso»
Trova un tonno nelle reti e si becca un super verbale
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La vedetta della guardia costiera e, sopra, Andrea Passeri 2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Quando ha trovato un tonno nelle proprie reti ha pensato di aver svoltato la giornata. Invece si è visto sequestrare quel pesce dalla guardia costiera (ma ha fatto molta resistenza e sono dovuti intervenire i carabinieri) e si è beccato un verbale da duemila euro. E lui annuncia di fare ricorso: «Ma come si fa a campare se ci tartassano a questo modo?» dice Andrea Passeri. Passeri è un pescatore professionista, un tramagliaio. Venerdì mattina stava pescando come sempre quando, tirando su le reti, ci ha trovato un tonnetto rosso di mezzo quintale, ormai morto. Ora, il tonno rosso è una specie pelagica particolarmente monitorata per la quale è prevista una quota massima assegnata all'Italia dalla Comunità europea. Dal 7 agosto un decreto urgente del ministero delle politiche agricole e forestali ha sospeso la pesca ricreativo-sportiva del tonno rosso. Per quella professionale restano in vigore le norme contenute nel regolamento numero 302 sdel 2009, che prevedono attrezzature particolari (palamiti) oltre che misure da rispettare. E la cattura con le reti non è tra le attrezzature previste. «Ma se era morto cosa dovevo fare, ributtarlo in mare? - dice Passeri - Potevano lasciarmelo, ho una famiglia da sfamare. In ogni caso questa è stata una spiata, la motovedetta mi ha fermato mentre stavo rientrando e sapevano già tutto. Comunque farò ricorso. E poi tonno rosso vietato? Ma se i diportisti continuano a uscire anche in questi giorni per le battute di pesca...».
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