Il Tirreno

Solvay lancia la sfida dell'idrogeno e vara il veliero ecologico

Alberto Mangiantini
Solvay lancia la sfida dell'idrogeno e vara il veliero ecologico

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 ROSIGNANO. L'idrogeno come nuova frontiera per Solvay? Può darsi. Intanto, la multinazionale della chimica applica questo elemento per far viaggiare una barca. Un veliero, per la precisione. Si tratta dello "Zero CO2", il primo veliero a idrogeno partito ieri dal porto di Rosignano per una missione scientifica nel mar Mediterraneo. Un esperimento, che potrebbe aprire a nuovi mercati.  Questa barca, a emissioni zero, è stata costruita nel cantiere navale Fora Marine di La Rochelle in Francia e nasce da un contratto di ricerca tra gli stessi cantieri, il commissariato francese dell'energia atomica e delle energie alternative (Cea) e l'università Fournier di Grenoble.  Di fronte ad una numerosa platea di addetti ai lavori, Marco Martinelli - direttore generale di Solvay Italia, una delle società che ha fornito i materiali per il veliero - ha spiegato i dettagli del progetto, primo esempio in Italia di imbarcazione a motore elettrico alimentato grazie a celle combustibili a idrogeno. «Seguendo il percorso già intrapreso con il lancio di Solar Impulse, primo aereo alimentato ad energia alternativa - dice Martinelli - abbiamo intrapreso la sfida di creare un veliero a emissioni zero, sostituendo il motore diesel con uno elettrico alimentato a idrogeno. Ciò attraverso lo sfruttamento di prodotti polimerici ad alta tecnologia di nostra produzione e le celle a combustibile prodotte invece dalla società Umicore». Azienda con la quale nel 2006 Solvay ha creato una joint venture, Solvicore, per sviluppare e produrre le pile a combustibile a idrogeno. «Il motore ausiliario sarà in funzione durante le manovre del veliero in porto, mentre durante la navigazione il fabbisogno energetico sarà coperto dall'energia solare ed eolica».  Un investimento da circa 2 milioni di euro, presentato ieri a Rosignano. Anche il responsabile mondiale innovazione di Solvay, Pierre Joris, e il general manager di Solvicore Olga Dziallas, hanno messo in risalto «come il progetto sia un esempio di innovazione e sostenibilità, vero e proprio pilastro sul quale Solvay sta costruendo il proprio futuro». Il motore ad idrogeno è ingatti una realtà sulla quale stanno lavorando da anni, ad esempio, importanti società automobilistiche come Toyota e Gm.  Partito da Marsiglia il 18 agosto e arrivato venerdì in porto a Rosignano, l'equipaggio del veliero - composto dal responsabile scientifico Didier Bouix, dall'ideatore Pierre Kermen, da Roland Reynaud e da Arnaud Pillon Bouche (tutti membri del Cea) - ha spiegato il perché di questo viaggio sperimentale. «Il veliero CO2 è un autentico strumento dimostrativo e di valorizzazione, che propone nuove tecnologie alternative», spiega Bouix. «Il suo impiego permette di anticipare soluzioni fattibili a livello industriale, sensibilizzando allo stesso tempo il pubblico e l'ambiente della nautica sulla protezione del mare».

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