Il Tirreno

Massacrato a colpi di kung-fu

Un operatore al centralino del 113
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Un operatore al centralino del 113

Sei costole e la mandibola rotte, arrestato un diciassettenne

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 CECINA. Lo ha massacrato di pugni e calci, lasciandolo a terra dopo avergli rotto sei costole e la mandibola. Ma è stato rintracciato e arrestato: ha diciassette anni, è russo, il suo nome è Andrej. Ora si trova a Firenze, al centro di prima accoglienza, in attesa che il giudice del tribunale dei minori convalidi il fermo eseguito giovedì dagli agenti del commissariato di Cecina.  L'udienza era in programma ieri ma Andrej non spiccica una parola in italiano e a quanto pare ieri mancava l'interprete. Forse se ne riparlerà domani. L'episodio per il quale è stato arrestato risale a una settimana fa, ma la polizia ne ha dato notizia solo ieri. Andrej il 19 agosto aveva avuto una violenta discussione con un ucraino, un ventisettenne che vive e lavora nelle campagne tra Castagneto e Donoratico. Andrej invece si trovava in vacanza per un periodo di tre mesi dalla madre, che vive a Cecina con un italiano. I due, stando a quanto ha appurato la polizia, si erano conosciuti da poco e per caso. Quel giorno erano a due passi dall'abitazione dell'ucraino ed entrambi, sempre secondo le accuse, avevano bevuto. A un certo punto il russo aveva detto qualcosa a proposito della sorella dell'ucraino. Un apprezzamento pesante, comunque il solito motivo stupido per cominciare una lite. L'ucraino nello scontro aveva avuto la peggio. Andrej infatti viene descritto come un ragazzo molto robusto per la sua età; e soprattutto viene definito un esperto di kung-fu e arti marziali in genere. Di colpi l'altro ne ha presi parecchi, visto come è stato ridotto. Quando è stato accompagnato al pronto soccorso con sei costole rotte e la mandibola fratturata, l'ucraino era pieno di altri lividi e aveva ancora addosso i segni delle scarpe del russo. Medicato, tenuto in terapia intensiva, il giovane era stato poi trasferito all'ospedale Cisanello di Pisa, ricoverato nel reparto di chirurgia maxillo-facciale e sottoposto a un primo intervento per ridurre la frattura mandibolare. Ha una prognosi di 35 giorni.  Nel frattempo sono scattate le indagini per risalire al suo aggressore. Alla lite non avevano assistito testimoni e quando l'ucraino era stato trovato a terra dai familiari il suo rivale era già fuggito. La polizia è riuscita ad avere prima un nome di battesimo (Andrej, appunto), poi la nazionalità e un indirizzo, «ma ci siamo imbattuti in un muro di omertà e non è stato affatto semplice» dice l'ispettore Maurizio Crecchi. Alla fine Andrej è stato rintracciato. Era a casa della madre, presto sarebbe rientrato in Russia. Aveva già prenotato un volo aereo per martedì prossimo. Per questo, su disposizione del sostituto procuratore presso il tribunale dei minori (la dottoressa Benedetta Parducci), era scattato il fermo, motivato con il pericolo di fuga. Andrej è accusato di lesioni aggravate. A.d.G.

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