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Val di Cornia, giù gli steccati

Giancarlo Querci   (Governare bene Castagneto)
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Perché non rompere lo schema val di Cornia e val di Cecina? Si legge di cambi di Provincia (Piombino con Grosseto), di macroprovince, di fusioni con nuovi comuni già battezzati come quello di Bolgheri e tanto altro. Ha cominciato il Governo e non è che sindaci e consiglieri regionali abbiano migliorato le cose. Mi sembra che confusione ce ne sia anche troppa.  Le questioni sono talmente serie e incidenti sui servizi e la vita quotidiana dei cittadini che non meritano un trattamento improvvisato o strumentale. Vorrei anch'io per ora inserirmi nel dibattito partendo dall'aspetto geopolitico, senza alcuna pretesa ma con la voglia di rompere uno schema dato per scontato. Perché non rivisitare le vecchie aggregazioni figlie di un'impostazione che parte dagli anni Settanta e non pensare tanto a fusioni ma a un'unione dei comuni che comprenda Bibbona, Castagneto, Sassetta e San Vincenzo? La costa centrale della provincia e il suo immediato retroterra, al di fuori dalle più grandi aggregazioni urbane. L'indubbia forte comunanza di vocazione per le emergenze ambientali di grande valore, l'agricoltura di qualità e un turismo più che significativo. Una dimensione territoriale molto estesa, centri abitati diffusi ma non eccessivi, un numero di abitanti sui ventimila. Dimensione congrua e ben governabile. Se le vecchie delimitazioni circoscritte nell'ambito della Val di Cornia e della Val di Cecina mostrano segni di logoramento, perché non metterle in discussione?

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