Il Tirreno

Porterò il lutto al braccio

Paolo Francini (capogruppo La Sinistra per Castagneto)

Quella di oggi non è la politica che volevo

2 MINUTI DI LETTURA





 Paolo Francini scrive al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.  Sono oramai più di 30 anni che sono impegnato nella vita politica e istituzionale del mio comune. Quando ero giovane, mio padre (sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti) e i militanti politici del partito in cui mi riconoscevo, mi hanno insegnato che poteva valere la pena di dedicare la propria esistenza alla difesa e alla diffusione di quei valori e di quegli ideali che sono il fondamento della nostra Carta Costituzionale e della nostra Democrazia. Così ho fatto (ovviamente con tanti miei errori e i miei limiti). Oggi, a 51 anni mi chiedo che senso ha avuto: da molti anni e da ultimo con i recenti provvedimenti del Governo, quei valori, quegli ideali sono stati quasi interamente cancellati (con una opposizione parlamentare accondiscendente e purtroppo con il suo sostegno). In particolare con l'ultima manovra del Governo si è fatto strage dei bisogni dei più deboli, dei servizi sociali e sanitari, dei servizi pubblici che dovrebbero garantire gli enti locali, oramai ridotti a puri involucri formali senza nessuna capacità di intervento. Si è arrivati a prevedere, addirittura, la cancellazione di tanti piccoli Comuni (per un risparmio irrilevante) affossando con essi la Storia, le caratteristiche e il presidio sociale di intere comunità che costituiscono l'identità del nostro Paese. Non è bastato: per dare via libera al profitto si prevede l'oltraggio alla nostra Costituzione e con la sepoltura dello Statuto dei Lavoratori che, adesso saranno licenziati e ricattabili senza più nessuna tutela. Per essere ancora più chiari si è estinto in un solo colpo pure il 25 aprile e il 1º maggio. Tutto questo mentre si spendono fior di miliardi in guerre sanguinose, denominate "missioni di pace" e nell'acquisto di armamenti correlati che "stuprano" l'art. più bello della nostra Costituzione, il numero 11. E di questo Lei porta una grande responsabilità. Vede signor Presidente, io che sono nato in una famiglia di umili contadini, ho avuto la possibilità (grazie alle lotte sociali e alle leggi che ne sono derivate) di studiare, di curarmi, di avere un lavoro sicuro e quindi di avere una famiglia, una casa e (forse) una pensione dignitosa. Oggi tutto questo ai giovani viene negato, per sempre. No, decisamente questa non è la Repubblica, la Democrazia a cui ho dedicato buona parte della mia vita; quell'idea è morta con i provvedimenti che si stanno discutendo in questi giorni in Parlamento. Ed è per questo che da oggi in poi, parteciperò, in qualità di consigliere, alle sedute del Consiglio comunale di Castagneto Carducci con un segno di lutto (una fascia nera al braccio) per protestare contro chi ha ucciso quell'idea di Stato e di Comunità nata dalla Resistenza e dalla Costituzione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa