Il Tirreno

SANITA'/1

Francesco Fornai   (Pd Rosignano)
SANITA'/1

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SANITA'/1 Ecco come cerchiamo di far fronte ai tagli del pubblico  Leggiamo molte opinioni riguardo la sanità pubblica, il momento non è certo il più propizio. Da un lato il sistema socio sanitario regionale che con le sue sperimentazioni ha consolidato un modello i cui riflessi sono per quanto ci attiene e riguarda i servizi erogati presso i centri diurni (minori ed anziani), il distretto socio sanitario con i medici di medicina generale ma anche con molte specialistiche presenti... gli interventi alle famiglie e minori, agli anziani ed anziani fragili (assistenza domiciliare diretta ed indiretta) ai soggetti svantaggiati, psichiatrici, ai portatori di handicap... tutti gli interventi di guardia medica, guardia medica turistica e 118, precisando che il territorio castagnetano si è da sempre contraddistinto per le scelte compiute in questo senso, privilegiando percorsi di assistenza diretta per i nostri cittadini piuttosto che i turisti, caratterizzati sulle 24 ore, scegliendo di potenziarne la durata con finanziamenti propri. Questi ultimi hanno una doppia valenza, che è quella di alleggerire il pronto soccorso dell'ospedale di Cecina, prevedendo interventi diretti nel nostro territorio, presso i nostri ambulatori di Donoratico e Marina di Castagneto. Dall'altro, in stretto collegamento vi è l'azienda Usl 6, con la sua rete ospedaliera a garanzia e tutela di percorsi medici sanitari, che vivono peraltro un forte legame con la rete sociale e socio sanitaria dei comuni di pertinenza, che promuovono assieme la Società della salute, altro modello organizzativo di cui parlavamo in precedenza come eccellenza toscana a garanzia e tutela di un sistema socio- sanitario mi auguro ancora per molto tempo a carattere pubblico anche come diritto di ogni cittadino. Naturalmente ben poco possiamo a fronte di continui attacchi nei confronti del sistema pubblico nazionale, le cui ricadute sono il frutto di scelte da dover continuamente riformulare, ricordo un dato assolutamente significativo che è quello dell'azzeramento nell'arco di un quinquennio del fondo sociale nazionale per la non autosufficienza che è passato da 60 milioni di euro a zero euro per l'anno in corso, per non parlare del taglio in trasferimenti per la Regione Toscana pari a 350 milioni di euro per la sanità, e per restare ancora sulla parte locale, nel solo ultimo biennio il bilancio della Società della salute, è diminuito di un milione di euro, mantenendo come uniche certezze le quote associative degli enti locali ed i trasferimenti regionali! Dunque occorre assolutamente rispondere anche agli articoli in cui si denunciano disservizi nei confronti del sistema locale sanitario per il quale invece si registrano seppur nell'ottica sempre del miglioramento, anche efficienza, efficacia delle azioni organizzate, collaborazioni, le stesse associazioni di volontariato (Cri e Misericordia) presenti presso il servizio 118 con presenze 24h, comunicazione nello specifico dei servizi che a livello territoriale vengono organizzati ogni stagione turistica, calendarizzazione degli ambulatori aperti e comunicazione mediante cartaceo piuttosto che siti aziendali... Nello specifico questa tipologia di servizi è stata appositamente creata per i turisti, per i quali interventi non occorre recarsi presso il pronto soccorso ospedaliero. Antonella Orsini (assessore alle Politiche sociali e sanitarie del Comune di Castagneto) SANITA'/2 Il problema fughe? Ma il cittadino ha diritto a scegliere  La sanità necessita oltre che di ottimi operatori anche di attenti suggerimenti offerti dai pazienti assistiti oltre che dai contribuenti fiscali perché "senza lilleri non si lallera"! come "Comitato pro ospedale di Cecina proponiamo perciò il nostro contributo ai pensieri offerti a Piombino dal sig. Stefano Ferrini, segretario del Psi. "Il vero problema della sanità sono le fughe che nella ASL 6 ci costano 86 milioni di euro che vanno agli altri ospedali prevalentemente universitari come Pisa".  Il cittadino ha il sacrosanto diritto alla salute personale e pertanto quello di eleggersi chi gli dà migliore e maggiore fiducia perché non è un privilegio personale di chi siede in alto: tutti scegliamo perfino col ciabattino, quando ce n'è bisogno! Attenti dunque a non riportare in auge le antiche galée dove si mettevano incatenati gli schiavi a remare e se ne facevano dei galeotti! La sanità pubblica purtroppo è assai facile a correre su questa china, dimenticando che in regime democratico anche nel settore sanitario vale la tanto proclamata liberalizzazione, studiata però convenientemente nella rispettosa e reciproca collaborazione con la sanità privata; parlare di forbice più o meno larga si oppone solo al dialogo e all'intesa. Per di più, rimanendo all'interno della struttura pubblica non c'è solo l'ospedale universitario o quello di primo livello a cui ricorrere perché anche nel secondo livello si possono incontrare certe specializzazioni ben avviate e da favorire: vedi la ginecologia di Cecina e l'Utic, gioiello per tutta provincia ed oggi ridotto quasi a maceria. È proprio tale motivo che ci spinge a lottare insieme a tutta la cittadinanza perché sia ricostituito nella sua interezza il nostro ospedale e con l'aggiunta della camera di cateterismo cardiaco per non condannare a morte quanti a sud di Cecina stessa si dovessero trovare in urgente necessità di questo tipo; in tali frangenti non si può mettere in esclusiva sottolineatura la sola frequenza operatoria del medico ma anche la sua assicurata preparazione che non manca ai nostri cardiologi. L'ubicazione del complesso ospedaliero, a nostro parere, sta in rapporto all'innato diritto alla salute mentre per l'assessore Sacaramuccia è solo una "fotocopia" da togliere. Nessuno tuttavia fino ad oggi è riuscito a convincere un cecinese della necessità di farne uno a Livorno scialacquando oltre 300 milioni mentre ne hanno uno al top in Pisa ad appena 15 minuti, mentre un altro ne esiste a Pontedera ad appena 22 km dalla città del conte Ugolino. E qui facciamo sosta perché un disperato dolor il cor ci preme. Don Reno Pisaneschi Sascia Lucibello Piani Alessandro Tinti (Comitato pro ospedale di Cecina) SANITA'/3 Facciamo una battaglia sulle vere criticità  Nell'arco di 15 giorni in due incontri pubblici l'assessore regionale alla Salute Daniele Scaramuccia ha ripetuto quello che aveva dichiarato nel consiglio comunale aperto dedicato alla sanità dello scorso maggio: la Regione, nella riorganizzazione delle reti ospedaliere, non ha mai paventato la chiusura del ospedale della Bassa Val di Cecina e gli investimenti che sono stati fatti di recente, l'ampliamento del pronto soccorso, la realizzazione di una nuova sala operatoria, l'acquisto di costosi macchinari, sono in linea con il miglioramento dei servizi in un momento economicamente non facile. Il recente studio commissionato dalla Regione al Sant'Anna invece ha fornito un analisi che meriterebbe una più attenta discussione, nella Asl 6, come in altre, ci sono delle criticità che interessano l'integrazione dei percorsi assistenziali ospedale/territorio, e siccome il modello di sanità d'iniziativa promosso dalla Regione interessa i processi assistenziali che coinvolgono tutti gli operatori del settore, dai medici dell'ospedale ai medici di famiglia agli infermieri, è un aspetto che va curato con particolare riguardo, perché tutto è perfettibile, ma con franchezza va detto cheanche nella migliore organizzazionei costi non scompaiono, mentrei fondi ripartiti dallo Stato alle Regioni e dalle Regioni ai Comuni per far funzionare la rete dei servizi essenziali, non solo non sono aumentati, ma con le ultime manovre sono stati ridotti o addirittura azzerati. È singolare promuovere una battaglia contro una minaccia che non è mai stata prospettata, né da quelli che hanno la responsabilità di governo della sanità pubblica né dagli enti locali che lottano per difendere e migliorare i servizi assistenziali. Sarebbe sacrosanto raccogliere le firme contro l'azzeramento del fondo sociale e della non auto sufficienza, contro l'innalzamento indiscriminato dei ticket che fortunatamente la Regione Toscana ha calmierato, contro insomma provvedimenti misurabili che producano realmente un logoramento del modello universalistico della sanità e non contro provvedimento che tentano di salvarla dal peso delle dinamiche sociali.

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