Il dolore
Ma al circolino i bibbonesi dicono no
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Bibbonesi discutono della proposta al circolino Arci «Abbiamo storia, identità e tradizioni profondamente diverse»
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BIBBONA. Con Marina che d'estate si riempie di turisti e la California che ospita diversi "forestieri", i residenti di vecchia data, i nativi bibbonesi - per dirla all'americana - vivono nel piccolo borgo collinare. A loro non va poi tanto a genio l'idea di fondere Bibbona con Castagneto. Per intervistarli abbiamo scelto un circolo Arci. Qui su un articolo di giornale - o una presa sbagliata a briscola - si può parlare per ore. «Unire Bibbona a Castagneto? Non sono per niente d'accordo - dice Massimo Fatticioni mentre sfoglia Il Tirreno - per il semplice motivo che un'amministrazione non è costituita solo da uffici, funzionari e burocrazia. Bibbona ha una sua storia, un'identità, delle tradizioni che sono profondamente distanti da quelle di Castagneto. Anche se la fusione andasse in porto il bibbonese in cuor suo si sentirebbe sempre bibbonese». La discussione s'infiamma e nel dibattito si inserisce Pino Bono: «Ve lo spiego io perché non siamo d'accordo qui a Bibbona. Sono convinto che un Comune abbia una funzione da cui non si può prescindere: deve riuscire a risolvere i problemi dei suoi residenti. Se ho una magagna vado in Comune, semplice. Ma se l'amministrazione si trasferisce e si trasforma in Comune di Bolgheri con uffici lontani diventa tutto difficile. Mi servono trenta chilometri per parlare al sindaco. È giusto abolire le Province. Chi ci va in Provincia? Ma il Comune è fondamentale, non lo dobbiamo perdere». Sulla stessa linea Edo Pacchini: «Comune di Bolgheri? Non se ne parla nemmeno, non sono per niente a favore di questa trovata. Voglio restare bibbonese». Davanti al "circolino" Alessio Righini, un ragazzo, sta restaurando un mobile. Gli chiediamo di esprimere un parere. Intanto, passano due signore che consigliano: «Alessio, digli che non sei d'accordo!». Si cerca il fronte comune in paese. «Ho letto di questa notizia - risponde Righini - e francamente non mi sento di esprimere un parere. Non tutti sono d'accordo, è vero. I cambiamenti fanno paura, ma non vanno esclusi a priori soprattutto se porteranno dei vantaggi nel lavoro. E in questo periodo ce n'è bisogno» R.B.
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