Il Tirreno

IL DIBATTITO POLITICO

Abolire le festività laiche? Ma che grande idea...

Alessandro Bechini   (Psi Bassa Val di Cecina)
Abolire le festività laiche? Ma che grande idea...

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L'abolizione delle festività laiche proposta dal governo con l'idea in questo modo di aumentare la produttività delle nostre grandi imprese è l'ennesima arma di distrazione di massa che un governo ormai alla frutta ci regala in questa fine estate. Davvero si pensa che accorpando alla domenica le festività laiche (1º maggio, 25 aprile e 2 giugno) si garantisca un beneficio all'economia nazionale? Qualcuno tra i nostri grandi ministri ha pensato a quale danno può venire per gli operatori turistici da una scelta come questa? Da sempre i ponti primaverili sono l'avvio della stagione per le imprese turistiche anche del nostro territorio, con questa decisione tutte queste opportunità vengono di fatto cancellate.

Molti operatori fanno iniziare i contratti stagionali dai ponti primaverili. Questa scelta avrà pesanti ripercussioni anche in termini occupazionali nei territori a vocazione turistica come il nostro. In questa ennesima manovra non c'è né un'idea né un centesimo per lo sviluppo. Invece di fare un piano per il rilancio della ricerca e dello sviluppo si abolisce il 25 aprile. Piuttosto che mettere mano ad un piano di politica industriale, che il nostro paese aspetta da vent'anni, si abolisce il 1º maggio.

Anziché avviare una riforma fiscale che alleggerisca il peso delle tasse su imprese e lavoratori, si abolisce il 2 giugno. A fianco del danno economico c'è poi l'insopportabile attacco a quello che queste feste rappresentano per tutto il Paese. Se pensiamo che questo governo con queste idee, possa portarci fuori dalla crisi nella quale siamo precipitati, c'è di che essere molto preoccupati...

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