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Un comitato per il De Filippo

Un comitato per il De Filippo

Leone (Artimbanco): abbiamo un'idea per recuperare il teatro

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CECINA. Marco Leone, che dirige l'Artimbanco, la scuola comunale di teatro, propone sia un nuovo progetto di gestione del teatro De Filippo che un Comitato a supporto dell'iniziativa. Perchè addirittura un comitato e a quale fine? «Si tratta di mettere insieme competenze ed energie solidali per un pieno recupero del De Filippo e per una sua utilizzazione che venga incontro alle esigenze della nostra comunità, che si esprime peraltro anche con associazioni, scuole di danza e di musica, gruppi teatrali, laboratori scolastici. Insomma dobbiamo realizzare una svolta nella direzione e nella gestione della sala teatrale pubblica».  Il De Filippo, a suo tempo, dopo la crisi di Armunia, è di fatto diretto dal Comune con l'assessorato alla cultura. Lei vuol sostituire in questo ruolo la pubblica amministrazione? «Non è questo il punto. Partiamo dai dati. La sala presenta da tempo delle criticità strutturali che richiedono proprio un intervento dell'amministrazione. Noi col comitato possiamo fornire un contributo utile per soluzioni adeguate a quelle criticità. Ma soprattutto proponiamo che il De Filippo possa svolgere la sua funzione pubblica di servizio formativo secondo il proposito che il sindaco Stefano Benedetti proponeva nel suo programma elettorale. Ora di fatto la sala è aperta non più di 30-40 giorni all'anno. Si apre per la stagione di prosa, non più di sei-sette serate, e per altre rare occasioni disposte prevalentemente per i saggi di fine anno per le scuole. Proponiamo che si utilizzino almeno altri 200 giorni nell'anno». In sintesi, nella struttura che cosa proponete? «La ristrutturazione dell'entrata, da due anni tenuta in piedi da "palafitte", una nuova biglietteria, una sistemazione della galleria con bar, un diverso sistema di riscaldamento a elettricità con fotovoltaico a pannelli solari. Impegni questi di cui l'amministrazione dovrebbe farsi carico». E nello spazio della sala, oltre agli spettacoli serali, proponete altre attività? «Un teatro pensato come contenitore che accoglie le più diverse esigenze, area pronta a confrontarsi con i bisogni emergenti: zona per la rappresentazione spettacolare; luogo di piccola somministrazione locale, bar, con libreria, area di esposizione, luogo informatizzato, locale per la formazione, stage, laboratori, sede ufficiale della scuola comunale di teatro». In sostanza vi proponete per una direzione del teatro che veda come protagonista la scuola che lei dirige? «Ma non solo. Certo pensiamo alla direzione affidata all'associazione Artimbanco e quindi alla scuola comunale di teatro. Proponiamo però anche un comitato di gestione dove vari ambiti sono rappresentati: referente del linguaggio video, referente del settore musica, responsabile rapporti con le scuole, responsabile associazionismo e settore sociale». M.M.

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