La protesta
Se il posto in spiaggia in prima fila vale una sveglia all'alba
Daniele Meucci
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VADA. In vacanza la sveglia dovrebbe essere un tabù. Ma non per tutti. Non per i patiti del posto in spiaggia in prima fila. Sì, perché dove non ci sono i bagni, per molti è importante piazzare l'ombrellone davanti a tutti. Succede soprattutto negli arenili al servizio dei campeggi. E allora ci siamo alzati anche noi all'alba a caccia di un posto al sole vicino alla battigia. Per scoprire i trucchi, i segreti e i riti di questa speciale corsa, siamo andati nel tratto di spiaggia che va dalla Mazzanta a Vada, zona ad alta concentrazione di campeggi e arenili "free". Partiamo dal bagno La Conchiglia, in direzione nord. Alle 7,20 ci sono già una trentina di ombrelloni piantati ma chiusi: sicuramente dei bagnanti ci hanno preceduto, anche se si nota a colpo d'occhio che alcuni ombrelloni e sdraio sono stati lasciati durante la notte (occhio, perché ci scappa il sequestro). Ci avviciniamo alla prima persona che vediamo posizionare il piccolo ombrellone da mare: è Simone Proietti, empolese di 41 anni. «Di solito la mattina presto faccio footing - afferma Proietti - quindi ne approfitto per venire in spiaggia e preparare le cose per il giorno. Con l'ombrellone in prima fila ti godi di più il mare e soffri meno il caldo». Proseguiamo in direzione del bagno Tahiti. Un bagnante ci nota e sussurra «la gente viene alle 6 a piantare gli ombrelloni...», lasciandoci un po' di stucco. Dopo qualche metro, ecco una signora intenta ad avvitare l'ombrellone nella sabbia. «Arrivo presto in spiaggia - dice Giulia Masserini, bergamasca di 56 anni che vive a Firenze - in modo che, essendo in prima fila, posso controllare i bambini che fanno il bagno. Se capiti poco più indietro, in mezzo agli altri, la situazione è invivibile: ci sono persone che ti passano sopra gli asciugamani o ti invadono il tuo spazio. In prima fila, invece, sei come in poltrona davanti alla tv». Lasciamo la turista bergamasca a completare i preparativi per la giornata e superiamo il bagno Tahiti. Nella spiaggia libera prima del bagno Aldebaran troviamo dei bambini (altro settore del clan "in spiaggia presto") già in acqua, con i genitori che li controllano da riva. «Sono abituato a svegliarmi presto - ci racconta Damiano, 65 anni di Firenze, seduto su una sdraio - anche se spesso pianto l'ombrellone e vado a fare la spesa o altro. Poi con calma torno sul mare». Sugli scogli che delimitano la spiaggia libera troviamo finalmente dei giovani: Alessandro Amenti, Virginia Viti, Caterina Sacchi, Benedetta e Enerj Abeti, tutti dai 18 ai 19 anni di Siena e Firenze. Come mai al mare a quest'ora? «Non siamo ancora andati a letto - dice Alessandro - e non avevamo mai visto il mare all'alba: così ne abbiamo approfittato per metterci in prima fila». Davanti la pineta del campeggio Molino a Fuoco incrociamo un signore che ha piazzato le "spiaggine" sulla battigia. «Arrivano sul mare all'alba - dice Silvano, 52 anni di Gambassi Terme - per essere sicuro di trovare posto in cima: vengo solo il fine-settimana e allora voglio stare in pace, senza troppi bagnanti confinanti». Davanti la Rada Etrusca alle 8 la prima fila è già esaurita: «Ho un bambino piccolo - dice Matteo Fiaschi - e se trovo posto qui è meglio per lui e per noi genitori che comunque bisogna vigilare. Dopo avere piazzato l'ombrellone torno nel camper per la colazione e a leggere il Tirreno. Poi verso le 9,30 rieccomi in spiaggia con la famiglia». Torniamo indietro: alle 9 la spiaggia si è già riempita di bagnanti, costretti ad accamparsi vicino alla pineta. La corsa alla prima fila loro non l'hanno vinta: i vincitori probabilmente saranno tornati a letto, oppure a fare la spesa. E quando saranno in comodo andranno al mare, sicuri del loro posto "prenotato" vicino alla battigia.
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