Proteste
In farmacia: Cecina. La figlia in Svizzera, costretta a dichiarare il reddito più alto
Disagi, rallentamenti e privacy violata
Maria Giulia Nenci
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Barbieri 2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Primo giorno dell'operazione ticket in farmacia: a Cecina tutti concordi con il problema di informazione relativo alle modalità di compilazione delle fasce di reddito e della relativa autocertificazione, le farmacie del centro hanno avuto due mattinate differenti. All'ora di chiusura alla Farmacia Bertelli sono esausti. All'ora di chiusura alla farmacia Bertelli sono esausti. «E' stata una mattinata dura - dice la dottoressa Paola Barbieri - la gente è disorientata e la privacy dei cittadini violata. Il lavoro è rallentato e l'imbarazzo nel chiedere il reddito ai clienti è grande». In effetti al banco si affacciano alcune persone e tra loro c'è davvero pochissimo spazio, insufficiente per mantenere la distanza necessaria a tutelarli mentre dichiarano il proprio reddito. «Mio marito è malato - sostiene la signora Alessandra Gabrielli - non potendo muoversi di casa sono dovuta venire io a prendergli le medicine per il cuore. Nonostante siamo esenti, alcuni medicinali dobbiamo pagarli lo stesso e oggi ho speso più di cinque euro per un farmaco» Più grave la situazione di Ebe Rossi, residente a Cecina con una figlia in Svizzera:«Ho dovuto comprare dei farmaci per mia figlia ma non sapendo il suo reddito ho dovuto dichiarare la fascia più alta e pagare di più». Sono circa le 13 e la farmacia Marchionneschi sta chiudendo. «Oggi è stata una giornata pressoché tranquilla -. spiega la dottoressa Barbara Marchionneschi - le ore sono passate a ritmo normale e non ci sono stati particolari problemi nè lamentele. In città ci sono ancora molti turisti e nella nostra farmacia non ci sono state file nè tempi di attesa lunghi come previsto nei giorni scorsi. Siamo a fine estate, presto questi turisti se ne andranno e forse, da quel momento in poi, verranno i veri problemi. I problemi derivanti dalla manovra del governo sono già evidenti in queste prime ore. I cittadini, oltre a non essere informati, non conoscono il proprio reddito e oggi, in una giornata pressoché calma, i clienti sono usciti per telefonare al commercialista richiedendo il reddito da dichiarare. Quando torneremo a pieno regime sarà un disagio aspettare che il paziente o chi per lui torni con reddito alla mano».
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