Il dolore
Incendio all'H5, famiglie evacuate
Mario Moscadelli
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A fianco i tanti cittadini in ansia per le fiamme nella zona dellH5: qui siamo alla rotatoria tra via Allende e via della Cava A destra una delle famiglie uscite dalle case minacciate dalle fiamme Nuovo rogo nella zona del Casalino. C'è il forte sospetto che sia doloso
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ROSIGNANO. Ancora fiamme al Casalino. Ma l'incendio che è sviluppato nel pomeriggio di ieri ha avuto conseguenze ben più gravi di quello successo sabato 13 agosto. Almeno tre gli ettari andati in fumo e c'è stato bisogno anche far evacuare quattro abitazioni minacciate dal rogo. E c'è il forte sospetto che l'origine sia dolosa, visto che le fiamme sarebbero partite da tre punti diversi di questa vasta area incolta. L'allarme ai vigili del fuoco è stato dato intorno alle 15,30: «Bruciano sterpaglie nella zona dell'H5, la stessa colpita prima di Ferragosto», il messaggio recapitato ai pompieri. Ma quando la squadra del distaccamento di Cecina - poco prima impegnata in un incendio a Marina di Bibbona - è arrivata in via Lungomonte, ha capito che stavolta la situazione era ben più grave e pericolosa. Per almeno tre fattori: il caldo torrido, il vento di maestrale che spingeva in direzione dei caseggiati e la presenza di tre falò lato mare. Così sono stati chiamati i rinforzi. Intanto, il fumo si è fatto sempre più denso, tanto da essere avvertito da mezza città. La polizia municipale così ha chiuso al traffico alcune delle principali strade per raggiungere l'area del Casalino, tra cui viale dei Medici, parte di via Allende e via della Cava. Ma a preoccupare di più, il fatto che le fiamme continuavano ad espandersi - bruciando un uliveto abbandondato e una macchia di cipressi, corbezzoli, pini e lecci - e ad avvicinarsi pericolosamente ad alcune abitazioni. Per precuazione sono state fatti evacuare quattro immobili, tre case e un bed and breakfast, posizionati vicino alla rotatoria tra via Allende e via della Cava. E non è stato facile domare il rogo, anche perché i due elicotteri della Regione hanno potuto pescare acqua solo da un laghetto nella zona di Caletta: rispetto al precedente episodio, infatti, non è stato possibile prelevare dal mare per la troppa concentrazione di bagnanti e barche in acqua. Ma l'ingente spiegamento di forze, alla fine, ha impedito che le fiamme colpissero le case: sul posto, oltre ai pompieri di Cecina e di Livorno, una decina di mezzi della Pubblica assistenza di Rosignano, uno della Misericordia di Gabbro, la Forestale, l'autobotte del Comune (c'erano anche il sindaco Franchi e l'assessore Donati), carabinieri e polizia. Purtroppo due dei volontari dell'associazione rosignanese impegnati nell'operazione sono rimasti intissocati: per Alessandro Moretti c'è stato bisogno del trasporto al pronto soccorso. L'opera di bonifica dell'area e di messa in sicurezza è andata avanti fino al tramonto. Avviate indagini per fare chiarezza sulle responsabilità di un incendio che ha tenuto col fiato sospeso molti cittadini.
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