Il Tirreno

Da Londra e Parigi per i cento anni di nonna Quintilia

Chiara Castaldi
A destra Elena Ciaffone consegna i fiori A fianco la nonna con i parenti
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A destra Elena Ciaffone consegna i fiori A fianco la nonna con i parenti

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 CASTIGLIONCELLO. Sono arrivati dalla Svizzera e dalla Francia. E c'è chi ha preso l'aereo da Londra. Chilometri e chilometri per non perdersi un grande evento di famiglia: i 100 anni di nonna Quintilia, la capostipite di un clan numerosissimo che si è riunito, dalla Toscana e dall'Europa, alla Limonaia di Castiglioncello per festeggiare questo speciale compleanno.  A fare gli onori di casa l'assessore comunale al sociale Elena Ciaffone, che ha letto gli auguri del sindaco Alessandro Franchi accompagnati da un omaggio floreale «da parte dell'amministrazione e simbolicamente di tutta la cittadinanza». Alla fine erano circa un centinaio i parenti che l'altro giorno a pranzo hanno brindato, con un beffet nella cornice del Pasquini, alla nonna centenaria.  Quintilia è arrivata alle una in punto, su un'auto blu come una celebrità, vestita elegante in un abito beige con inserti di paiette luccicanti. Quintilia Chiappi in Zucchelli è residente a Rosignano Solvay da circa 30 anni: prima aveva abitato a Nibbiaia, dove è nata e cresciuta e dove aveva conosciuto il marito Vittorio Zucchelli, morto nel 1979. Vittorio aprì nel dopoguerra "L'agenzia Zucchelli", la prima agenzia immobiliare di Rosignano, impresa portata avanti oggi dai figli Sergio e Giulio, con una sede a Cecina e una a Castiglioncello.  Quintilia è una signora minuta, ma energica nello sguardo e nei modi. «È sempre stata una donna forte - dice Liliano, il figlio più anziano - non si è mai abbattuta, ha tirato su noi figli insegnandoci a sorridere alla vita senza arrendersi mai». È madre di 9 figli, 6 femmine e tre maschi, dei quali otto ancora in vita, anche se «la mamma - ricorda un altro dei figli - ha avuto altre due parti, ma a quei tempi la mortalità infantile era ancora un fenomeno frequente».  E Quintilia è proprio una donna di un'altra epoca, che i più conoscono solo dai racconti e che i giovani stentano a immaginare. Tempi in cui nelle campagne si recitava Dante a memoria: e infatti quando uno dei figli le suggerisce un verso ecco che Quintilia prende il via a recitare. Tempi di guerra, in cui a causa di un bombardamento potevi avere un parto prematuro e per tirare avanti si lavavano e cucivano i vestiti dei soldati americani. Tempi in cui per andare a Livorno si prendeva il calesse da Nibbiaia fino alla stazione di Quercianella e poi si dava un soldo al barcarolo per attraversare i fossi.  Fra i parenti più affezionati di Quintilia, c'è anche il famoso attore Aldo Reggiani (vedi l'articolo a fianco, ndr), che ha fatto gli auguri alla donna telefonicamente. «Sono venuti - prosegue uno dei figli - i parenti più stretti: chi dalla Francia chi dalla Svizzera, chi da Londra o dalla Toscana». Già, ma quando si hanno nove figli come Quintilia i parenti "più stretti" sono tanti, quasi quanti sono i suoi anni.  Talmente tanti che qualcuno rischia di fare confusione, come un bambino che, insieme a uno zio saluta con bacio sulla guancia - credendola forse una qualche cugina - anche la cronista che lo sta intervistando...  

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