Il Tirreno

Tagli alle poltrone in 10 Comuni

Rino Bucci
Tagli alle poltrone in 10 Comuni

Dalle giunte via 25 assessori. Destinati a sparire 61 consiglieri

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La manora varata dal Governo è destinata a colpire duro nella Bassa Val di Cecina. Perché andra a ridisegnare l'assetto di ben dieci amministrazioni comunali. I tagli ai "piccoli" Comuni, infatti, nel nostro caso sono ingenti: dalle prossime elezioni si avranno 25 assessori e 61 consiglieri comunali in meno rispetto alla situazione attuale.  La manovra varata nell'ultimo Consiglio dei ministri fa tremare ai polsi ai sindaci dei piccoli Comuni della Bassa val di Cecina.

In questi giorni, invece di godersi gli ultimi residui di vacanze, gli amministratori sono alla presa con la calcolatrice; contano i residenti, guardano quanti ne hanno i vicini e si rammaricano per la prossima sforbiciata alla loro giunta e al consiglio comunale.  L'obiettivo della manovra correttiva è il raggiuntimento del pareggio di bilancio sui conti dello Stato per il 2013 e per raggiungerlo si è tagliato un po' ovunque. Ma Roma è lontana e il commento dei sindaci è unanime: «qui la politica si fa per passione. È un'operazione di volontariato». Il compenso mensile complessivo di tutti gli assessori e consiglieri nei piccoli Comuni della Bassa val di Cecina non sfiora quello di un sottosegretario.  Ma vediamo gli effetti della manovra di Ferragosto nelle nostre amministrazioni.  Castagneto e Bibbona. Il provvedimento non avrà conseguenze sui Comuni di Cecina e Rosignano visto che il primo sfiora e il secondo supera i 30mila abitanti. Diversa la situazione a Castagneto dove i residenti sono circa 9mila. «Andremo a perdere 2 assessori e i consiglieri comunali passeranno da 16 a 9 - spiega Fabio Tinti, sindaco di Castagneto - in più alcune funzioni fondamentali andranno condivise con Bibbona. Già c'è una convenzione per gestire la polizia municipale». Cambiamenti che erano già previsti nella legge 78 varata lo scorso anno dal governo e che è stata accelerata con la recente manovra correttiva. Manca solo il decreto regionale che dia il via alla rivoluzione.  «Il nuovo provvedimento - dice Fiorella Marini, sindaco di Bibbona - impone al nostro Comune (incluso nella fascia tra i 3mila e 5mila abitanti, ndr) l'unione con un'amministrazione vicina, cioé Castagneto per la gestione di tutti i servizi fondamentali dalla viabilità, alla scuola, all'ambiente». Una rivoluzione prevista anche dalla legge 78, ma che avrebbe dovuto essere graduale e arrivare a compimento nel 2014, prima delle elezioni. Secondo la manovra, Bibbona perderà 2 assessori e 7 consiglieri comunali.

«Il governo risparmia sulle briciole - spiega Marini - da noi, un assessore non arriva a 150 euro d'indennità lorda al mese». I consiglieri percepiscono, invece, un gettone di presenza di una decina d'euro.  Colline pisane. Qui, l'unione fa la forza. I sindaci dei comuni di Montescudaio, Guardistallo, Riparbella, Casale Marittimo e Castellina hannoanticipato i tempi, per far fronte al problema. I comuni coinvolti sono tutti al di sotto della soglia di tremila abitanti; tra i più grandi Montescudaio (circa duemila) e Castellina Marittima poco sotto i duemila residenti. Casale occupa l'ultimo posto con solamente 1005 cittadini.  In base al decreto i tagli coinvolgeranno gli assessori che passeranno da quattro a due e i consiglieri comunali che diminuiranno da dodici a cinque.  Intanto, questi comuni si stanno organizzando e sta prendendo forma lo statuto dei Colli marittimi pisani che dovrebbe passare al vaglio dei consigli comunali verso metà settembre per essere ufficialmente attivo nel prossimo autunno. Nell'attesa di creare, tramite un'unione, una gestione condivisa dei servizi. La sede sarà al Fiorino, frazione di Montescudaio e il presidente Mauro Gruppelli, attuale sindaco di Guardistallo. «L'Unione è un passo indispensabile per i piccoli comuni come il nostro - dichiara Aurelio Pellegrini, sindaco di Montescudaio - perchè in questo periodo di crisi economica, con frequenti tagli ad amministrazioni e enti pubblici è difficile provvedere ad erogare servizi di qualità che soddisfino le esigenze dei nostri abitanti».  «I tempi imposti sono molto stretti e le cose fatte in fretta sono spesso incomplete - sostiene Federico Lucchesi, sindaco di Castellina Marittima - perciò siamo tutti concordi nell 'istituzione di una commisione consiliare dell 'Unione, che provveda ad eliminare eventuali incongruenze del futuro statuto rispetto alla legge regionale, sicuramente successiva all'entrata in vigore del documento dei comuni della bassa val di Cecina».  Santa Luce. Completamente differente è la situazione di Santa Luce che ha scelto la via della convenzione attuando, insieme ai comuni di Orciano, Fauglia e Lorenzana, un'associazione di servizi. L'atto d'indirizzo prevede la realizzazione di politiche comuni negli ambiti peculiari del Comune con l'attivazione di due funzioni l'anno entro, per un totale di sei entro il 2014.  Orciano e Monterverdi. Sono le uniche due amministrazioni del territorio sotto i mille abitanti. Secondo la norma, qui dovrebbero sparire assessori e consiglieri. Solo il sindaco si salverebbe. «È incredibile che cerchino di risparmiare con i piccoli comuni - dice il sindaco di Monteverdi, Carlo Giannoni - è solo un atto d'immagine.

Stiamo alla finestra a vedere cosa accade. Se il documento restasse invariato perderemmo i 4 assessori e i 4 consiglieri che abbiamo. I primi percipiscono un'indennità mensile di 46 euro lorde, i secondi un gettone di presenza di 6 euro a consiglio comunale. Ne faremo quattro l'anno». Sulla stessa linea, Giuliana Menci, sindaco di Orciano, proprio ieri abbiamo liquidato i compensi dei consiglieri comunali per lo scorso anno. Hanno percepito 92 euro lorde in 365 giorni. Ecco i costi della politica».

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