Attenzione
Tinti lancia il super-comune
Rino Bucci
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Il sindaco TintiE lavora per la fusione tra Castagneto e Bibbona entro il 2014
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CASTAGNETO. «Nel breve termine l'unione dei Comuni della Bassa val di Cecina, ma nel medio dobbiamo pensare ad un'amministrazione unica che gestisca il patrimonio nel cuore della provincia livornese». Fabio Tinti, sindaco di Castagneto, rilancia la proposta avanzata nei giorni scorsi ed anzi, l'allarga. Non solo la fusione tra Castagneto e Bibbona, ma in futuro un maxi matrimonio tra gli enti livornesi della Bassa val di Cecina. Una creatura capace di gestire i bisogni di circa 80mila residenti. Che sia una provocazione o meno, l'idea va oltre i presupposti della manovra di ferragosto che impone alle realtà sotto i 5mila abitanti l'unione con i vicini più grandi. «Con Bibbona auspico la fusione - dice Tinti - poi per il nome se ne può parlare». In soldoni: un solo primo cittadino, una giunta, un consiglio comunale per due amministrazioni. Basta uffici fotocopia. Carta e penna alla mano, se la proposta venisse attuata andrebbero a sparire un sindaco, quattro assessori e sedici consiglieri. Senza contare la sforbiciata su funzionari e dipendenti comunali. I residenti supererebbero i 10mila abitanti per un territorio da oltre 200 chilometri quadrati. Il Comune più grande nella provincia. E i tempi? «Secondo me la fusione con Bibbona sarebbe possibile entro le prossime elezioni amministrative - continua Tinti - e non lo dico perché sono a fine mandato. Serve una razionalizzazione, già lo stiamo facendo con la gestione condivisa dei servizi, come la polizia municipale. Entro il 2014, Bibbona dovrà per forza di cose passare all'unione con Castagneto. E allora perché non ci muoviamo subito con la fusione? Il problema di questo passo non è neanche amministrativo o logistico, ma politico. Se c'è la volontà politica si può fare. Il dialogo è avviato». Ma come la pensa chi vive a Bibbona? Il Comune è nato nel 1906 dopo la separazione da Cecina, un'amministrazione centenaria. Nell'afa d'agosto, la notizia è passata in sordina. Lungo le bancarelle del mercato di Marina, a domanda qualcuno risponde. «L'unione con Castagneto? Non ne so nulla. Secondo me è una bufala». La sola, scettica, replica. Qualche turista, però mentre passa sente e commenta, in fiorentino: «una fusione con Castagneto, è un affare. Bolgheri è sinonimo di garanzia». Apertura anche verso la seconda proposta, la Tinti-bis, quella che prevede la nascita di un'unione dei Comuni della Bassa val di Cecina. «Sono convinto che sia un passo importante - spiega il sindaco di Cecina, Stefano Benedetti - del quale dobbiamo discutere in sede di coordinamento dei sindaci. Una strada da percorrere». Freno a mano tirato invece per la proposta di una maxi fusione.
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