Sicurezza
Terminal gas, gli arancioni esultano
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Motogasiera al pontile Solvada «Finalmente il sindaco ha recipito le nostre perplessità»
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ROSIGNANO. «Finalmente il sindaco si è accorto che le nostre perplessità era fondate, ma il problema è che si è perso e si sta perdendo troppo tempo per cercare nuove strategie di rilancio». Ecco il pensiero degli arancioni sul nuovo dibattito che si è innescato sul Progetto Rosignano. «Gli ultimi sviluppi della discussione - affermano i portavoce del comitato del no, Monica Ciucchi e Augusto Menconi - come emergono anche dagli interventi del sindaco Franchi, sembrano finalmente recepire alcune delle osservazioni e delle perplessità, circa la compatibilità ambientale complessiva e la validità economica del progetto che il comitato, da tempo cerca di portare all'attenzione dei cittadini e delle istituzioni». La nota degli arancioni prosegue. «Se da una parte la cosa ci fa piacere, perché costituisce un riconoscimento della qualità del nostro lavoro, dall'altra non possiamo fare a meno di notare che si è lasciato colpevolmente trascorrere un tempo esagerato prima di rendersi conto della necessità di studiare e proporre alternative sensate e percorribili». Il comitato, comunque, continuerà a fare la sua battaglia. «Continua l'impegno legato al ricorso al Tar del Lazio perché noi siamo ancora convinti che, nell'iter della valutazione di impatto ambientale e nell'analisi di sicurezza del progetto, ci siano delle falle. Ma è urgente riproporre è una riflessione sulle possibili alternative di sviluppo, sia quello industriale che quello legato alle altre attività del territorio: turismo, agricoltura, commercio ecc. A questo proposito ci sembra di dover osservare che l'abbandono di fatto del Piano energetico regionale sia stato un po' come buttar via la "bussola" su cui si doveva orientare l'attività di programmazione del territorio per guardare, coraggiosamente, avanti». Tra le strade indicate dal sindaco quella della "green economy". «Ma quelle che girano sembrano essenzialmente parole sganciate da un progetto consistente. Eppure gli esempi non mancano. Due recenti vengono dal settore delle biomasse e delle produzioni di "biocarburanti di seconda generazione". Negli Usa la Virent sta mettendo a punto un processo per recuperare biocarburanti sostitutivi della benzina e del gasolio dagli.aghi di pino. e In Piemonte, la Mossi e Ghisolfi, sta costruendo un impianto da 45.000 tonnellate l'anno per estrarre bioetanolo dalla canna dei fossi, ma anche dalla paglia del riso».
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