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Castagneto. Strade vicinali pubbliche, replica a Libera caccia

Traini difende il consorzio «Basta capipopolo da bar»

Traini difende il consorzio «Basta capipopolo da bar»

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CASTAGNETO. Claudio Traini (Consorzio strade vicinali pubbliche) replica al presidente di Libera caccia sulla manutenzione strade. Alle critiche di Socci risponde facendo riferimento alle «leggi che attribuiscono al consorzio il compito della manutenzione di dette strade, escludendo i Comuni. È dal 1918 che un decreto luogotenenziale impone la formazione dei consorzi e nel 1958 altra legge li rendeva obbligatori, imponendo la compartecipazione alle spese del comune solo la dove essi erano costituiti. È quindi scorretto dire che da anni il comune non faceva manutenzione: non poteva perché non c'era il consorzio».  Ora in alcuni casi si sarebbe trattato di «vere e proprie riaperture di strade non più transitabili da anni nemmeno a piedi (via della Sassetta, parte di via delle Catre), in altri casi di manutenzioni strutturali quali rifacimento di chilometri di fossette laterali, ripristino del fondo, adeguamenti degli accessi laterali. Ancora: con la nuova classificazione della viabilità extraurbana approvata dall'amministrazione nel 2006 la lunghezza delle strade vicinali pubbliche è passata da 51,702 a 56,755 chilometri, mentre quella delle strade comunali extraurbane da 45,214 a 46,198 km. Quindi nessuna " privatizzazione di oltre 50 km" ma caso mai aumento».  Sul consorzio Traini precisa che «la sua costituzione è stata unanimemente approvata dal consiglio comunale che ha anche provveduto a fissare la compartecipazione del Comune al 50% delle spese e a nominare in via provvisoria fino a quando lo farà l'assemblea dei consorziati i membri del cda: tutti volontari». Poi «con i soldi del contributo siamo riusciti anche a fare le manutenzioni per quest'anno. Però in futuro tutti gli utenti delle strade saranno chiamati a contribuire alle spese in base all'uso che fanno della strada e sarà obbligatorio per tutti». Infine Traini adombra che «qualche capopopolo al grido di "i cittadini che pagano le tasse hanno diritto ad avere strade pubbliche efficienti" si farà loro paladino. Peccato che siano le stesse persone che in un'affollata riunione anni fa al parco delle Sughere dopo che avevano sollevato il problema delle strade, invitati a dare una mano all'allora costituendo consorzio abbiano preferito stare alla finestra o al bar per sparare sentenze».

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