Sicurezza
Il senegalese gestisce la spiaggia e stoppa i venditori connazionali
Mario Lancisi
Diop ha stabilito una sorta di accordo tacito con i venditori in gran parte suoi connazionali. Fino a mezzogiorno possono liberamente avvicinarsi agli ombrelloni e offrire le loro merci. Dopo scatta come il coprifuoco
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DONORATICO. Mohamed, un giovane senegalese dagli occhi di gazzella che fa il venditore sulla spiaggia di Donoratico, scruta dalla battigia gli ombrelloni azzurri del bagno Acacia. Più che un corpo slanciato sembra comunque un negozio vivente. Le sue mani e le sue braccia trasportano di tutto: cinture, cappelli, occhiali, magliette. Mohamed ha solo gli occhi sgombri e quelli scrutano gli ombrelloni azzurri.
Scruta e a dieci metri gli appare la sagoma in rosso di Diop Diogal, anche lui senegalese, anche lui ex venditore ambulante, ma oggi gestore del bagno Acacia. E' il pomeriggio, Mohamed capisce che non è il caso di vendere tra gli ombrelloni azzurri. Diop non vuole e Mohamed va avanti, prosegue il suo cammino di negozio ambulante, tra le onde che a riva gli accarezzano i piedi e all'orizzonte si stagliano l'Elba e Capraia. Accade al bagno Acacia: Diop ha stabilito una sorta di accordo tacito con i venditori in gran parte suoi connazionali. Fino a mezzogiorno possono liberamente avvicinarsi agli ombrelloni e offrire le loro merci. Dopo scatta come il coprifuoco. Nessuno può avvicinarsi, nessuno può vendere o offrire i propri servizi (come i massaggi delle cinesine), nessuno può disturbare. «La mattina i clienti si fanno il bagno, in spiaggia ci sono molte attività, c'è movimento, mentre dopo pranzo è bene che la gente possa dormire e stare tranquilla», spiega Diop.
Così il bagnino senegalese ha parlato chiaro ai suoi connazionali. Piena tolleranza la mattina, ma zero tolleranza il pomeriggio. Insomma ok alla vendita ma a ore, con garbo e rispetto dei clienti. Plaude il sindaco Fabio Tinti: «Questa iniziativa conferma lo spirito di accoglienza di Castagneto Carducci. Noi siamo lontani mille miglia ad esempio dalle magliette imposte dall'ex sindaco di Castiglione della Pescaia ai venditori abusivi».
Tinti fa riferimento ad una delle tante trovate estive contro i venditori abusivi in spiaggia. Se tu ti metti la maglietta gialla vuol dire che sei regolare e puoi vendere, altrimenti niente. In Versilia proprio questa estate è stato proposto una sorta di piccolo muro. A Forte dei Marmi vige un regime di multe salate. La storia delle lotte estive contro i cosidetti "vu' cumprà" è fantasiosa, spesso fastidiosa, quasi sempre inutile.
Forse la soluzione di Diop non è il massimo dal punto di vista legale. Forse è troppo buonista. Forse qualcuno alzerà il dito per gridare allo scandalo. «Il nostro è il Paese delle proibizioni che poi osservano in pochi. Diop invece con il dialogo ha stabilito tra bagni e venditori un rapporto di collaborazione. Senza muri e senza magliette», osserva il sindaco di Castagneto Carducci. Un comune dove la comunità senegalese è forte e bene inserita. «L'integrazione paga. I muri e le grida di manzoniana memoria non servono a nulla», conclude Tinti.
E i clienti del bagno Acacia? «La mattina in effetti la spiaggia sembra un suk abbastanza fastidioso, ma se proprio non è possibile evitare il commercio sotto gli ombrelloni è meglio concentrarlo in poche ore», sottolinea Gianni, un impiegato di Pistoia.
Massaggi? Orologi? Pentola? Catenina? Cintura? Guardi, signora, questa borsa bellissima? Benvenuti al mercato sotto l'ombrellone. Fino all'ora di pranzo. Poi via tutti i mercanti dal tempio delle nostre vacanze. Dormiamo. Leggiamo. Aspettando il tramonto.
Scruta e a dieci metri gli appare la sagoma in rosso di Diop Diogal, anche lui senegalese, anche lui ex venditore ambulante, ma oggi gestore del bagno Acacia. E' il pomeriggio, Mohamed capisce che non è il caso di vendere tra gli ombrelloni azzurri. Diop non vuole e Mohamed va avanti, prosegue il suo cammino di negozio ambulante, tra le onde che a riva gli accarezzano i piedi e all'orizzonte si stagliano l'Elba e Capraia. Accade al bagno Acacia: Diop ha stabilito una sorta di accordo tacito con i venditori in gran parte suoi connazionali. Fino a mezzogiorno possono liberamente avvicinarsi agli ombrelloni e offrire le loro merci. Dopo scatta come il coprifuoco. Nessuno può avvicinarsi, nessuno può vendere o offrire i propri servizi (come i massaggi delle cinesine), nessuno può disturbare. «La mattina i clienti si fanno il bagno, in spiaggia ci sono molte attività, c'è movimento, mentre dopo pranzo è bene che la gente possa dormire e stare tranquilla», spiega Diop.
Così il bagnino senegalese ha parlato chiaro ai suoi connazionali. Piena tolleranza la mattina, ma zero tolleranza il pomeriggio. Insomma ok alla vendita ma a ore, con garbo e rispetto dei clienti. Plaude il sindaco Fabio Tinti: «Questa iniziativa conferma lo spirito di accoglienza di Castagneto Carducci. Noi siamo lontani mille miglia ad esempio dalle magliette imposte dall'ex sindaco di Castiglione della Pescaia ai venditori abusivi».
Tinti fa riferimento ad una delle tante trovate estive contro i venditori abusivi in spiaggia. Se tu ti metti la maglietta gialla vuol dire che sei regolare e puoi vendere, altrimenti niente. In Versilia proprio questa estate è stato proposto una sorta di piccolo muro. A Forte dei Marmi vige un regime di multe salate. La storia delle lotte estive contro i cosidetti "vu' cumprà" è fantasiosa, spesso fastidiosa, quasi sempre inutile.
Forse la soluzione di Diop non è il massimo dal punto di vista legale. Forse è troppo buonista. Forse qualcuno alzerà il dito per gridare allo scandalo. «Il nostro è il Paese delle proibizioni che poi osservano in pochi. Diop invece con il dialogo ha stabilito tra bagni e venditori un rapporto di collaborazione. Senza muri e senza magliette», osserva il sindaco di Castagneto Carducci. Un comune dove la comunità senegalese è forte e bene inserita. «L'integrazione paga. I muri e le grida di manzoniana memoria non servono a nulla», conclude Tinti.
E i clienti del bagno Acacia? «La mattina in effetti la spiaggia sembra un suk abbastanza fastidioso, ma se proprio non è possibile evitare il commercio sotto gli ombrelloni è meglio concentrarlo in poche ore», sottolinea Gianni, un impiegato di Pistoia.
Massaggi? Orologi? Pentola? Catenina? Cintura? Guardi, signora, questa borsa bellissima? Benvenuti al mercato sotto l'ombrellone. Fino all'ora di pranzo. Poi via tutti i mercanti dal tempio delle nostre vacanze. Dormiamo. Leggiamo. Aspettando il tramonto.
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