Finanza
«Quel ragazzo non è un pedofilo»
Alessandro De Gregorio
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Lavvocato Gabriella Fusco, difensore del giovane arrestato A fianco: il carcere delle Sughere, a Livorno L'avvocato del muratore passa al contrattacco: «Qualcosa non torna»
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CECINA. «Ho letto che il pm ha già celebrato il processo ed emesso sentenza di condanna, ma non è così che funziona e ci sono molti aspetti da chiarire in questa vicenda». Gabriella Fusco non ci sta. L'avvocato del ventisettenne imprenditore edile accusato di aver molestato due bambini prende posizione e fornisce alcune chiavi di lettura diverse da quelle degli investigatori. Ricapitolando, il giovane è finito in carcere con l'accusa di aver toccato e baciato nelle parti intime una bambina di quattro anni (c'è una sua confessione scritta). La sua posizione si è aggravata con la testimonianza di una donna secondo la quale quello stesso giovane avrebbe molestato suo figlio (di tre anni) un mese prima. Stando poi agli inquirenti ci sarebbero altri due casi segnalati, che però al momento non avrebbero trovato riscontri. «Intanto diciamo subito una cosa - premette l'avvocato Fusco - si sta parlando di un ragazzo incensurato, al suo primo ingresso in carcere, sotto choc e disorientato. Quando sono stata nominata d'ufficio e ho saputo che uno del genere era accusato di un reato così grave mi sono precipitata dai carabinieri. Ma ormai lui era stato già interrogato». Non è vero che ha confessato? «E' vero, ma consideriamo anche questo: è stato interrogato da quattro ufficiali di polizia giudiziaria, senza la presenza del suo avvocato e con il padre della bambina nella stanza accanto. Condizioni psicologiche molto particolari. In ogni caso lui ha ammesso solo un episodio. Uno solo». Però gliene contestano anche uno precedente ai danni di un bambino di tre anni. «A me risulta che lui lo abbia solo preso in braccio. In un bar, davanti a decine di persone e soprattutto davanti alla madre. Non vi pare strano?». Secondo i carabinieri la donna avrebbe provato solo disagio chiudendo la faccenda lì. «Qualunque madre, di fronte a un figlio molestato, come minimo sarebbe andata di corsa a denunciarlo. Avrebbe dato peso eccome a quel gesto. Invece questa donna ha aspettato un mese, anzi un giorno preciso». Cioè? «Il 30 luglio. La denuncia è andata a farla il 30 luglio. Guardacaso, proprio poche ore dopo la denuncia dei genitori dell'altra bambina». I carabinieri sostengono di non aver ricevuto denunce dalla madre del bambino ma di averla rintracciata tramite segnalazioni di vicini. «Non è così. I genitori della bambina hanno fatto la loro denuncia all'alba del 29 luglio. Alle 21 dello stesso giorno il mio cliente è stato arrestato. Poche ore dopo, alle 8,45 del 30 luglio, la madre dell'altro bambino è andata a denunciarlo dai carabinieri. Ci sono gli atti». Ci sono legami tra le due madri? «Sono solo vicine di casa». Dove vuole arrivare, avvocato? «Alla verità. Prima di dipingere un ragazzo come un pedofilo e rovinargli la vita bisogna stare attenti». Certo. Il primo episodio però l'ha ammesso lui stesso. O intende contestare anche quello? «Quale strategia adotterò non lo so ancora. Prima devo parlare con il mio cliente». Non lo ha ancora fatto? «Una sola volta, di corsa, in occasione dell'udienza di convalida». Che impressione le ha fatto? «Era depresso e spaventato. Rinchiuso in una cella, in isolamento, senza televisione, senza stringhe, senza neanche un asciugamano. Sono tornata alle Sughere per un colloquio ma dopo due giorni lo avevano già trasferito a Sollicciano. E per quel carcere ci vuole l'appuntamento. Me lo hanno concesso per mercoledì prossimo. Dopo aver parlato con lui decideremo la strategia. Anche se il pm pare avere già le idee chiare, ho letto che ha parlato di una pena tra i 7 e i 14 anni... Eppure non lo ha mai interrogato». I genitori del suo cliente cosa dicono? «Non sono più riusciti a parlarci dalla sera in cui lo hanno visto portar via di casa. Hanno fatto istanza per un colloquio in carcere ma il pm glielo ha negato motivando il no con il pericolo di inquinamento probatorio. Non so, rispetto molto il dottor Masini ma questo mi pare un accanimento».
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