Il Tirreno

«L'ospedale non chiude» E al pronto soccorso gli infermieri-medici

Andrea Rocchi
L’assessore Daniela Scaramuccia (a sinistra) col direttore Asl 6 Calamai
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L’assessore Daniela Scaramuccia (a sinistra) col direttore Asl 6 Calamai

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 CECINA. Punto primo, l'ospedale di Cecina non chiude. Punto secondo, non spariranno i servizi attuali ma sarà decisivo il concetto di «soglia» (numero di interventi ed attività per le singole specialistiche) per verificare cosa si può fare e no in un ospedale. Punto terzo: i ticket saranno introdotti dal 22 agosto. Punto quarto: le assunzioni restano bloccate. Punto quinto: nei pronti soccorso più infermieri-medici. Daniela Scarmuccia, assessore regionale alla sanità, ha partecipato venerdì ad un dibattito alla Festa Democratica del Pd alla Cecinella.  Cominciamo dai tagli  «Mi faccia prima dire una cosa...»  Dica  «Non capisco perché qui a Cecina c'è questa ansia attorno all'ospedale»  Si riferisce ai timori di una chiusura?  «Guardi, non c'è alcun rischio di chiusura, nessuna volontà ma soprattutto nessun interesse a chiudere un ospedale come quello di Cecina».  Però lei ha parlato di tagli di 350 milioni dal prossimo anno e della necessità di evitare ospedali fotocopia, molto vicini tra loro. E nella nostra Asl, con Livorno, ci sono Cecina e Piombino. Qualcuno ha detto, se due più due fa quattro...  «Alcuni tagli ci sono già stati ed altri ci dovranno essere se è vero che dal prossimo anno, oltre a 350 milioni, la Regione dovrà recuperare circa 70 milioni di euro coi ticket. Ma questo non significa che chiuderemo alcune strutture. Quando ho parlato di ospedali fotocopia mi riferivo al concetto di sicurezza che si raggiunge facendo massa critica, migliorando la qualità delle prestazioni, lavorando con gli ospedali in rete».  Dopo le riorganizzazioni di alcune attività (cardiologia-Utic, laboratori...) a Cecina si teme che alcuni servizi possano sparire  «Dobbiamo rivedere il concetto di soglia. Non possiamo accettare, faccio un esempio, che in un ospedale si facciano 4 interventi al seno quando le soglie minime ne prevedono magari 100. Nel nuovo piano sanitario definiremo questo concetto di soglie minime per le varie attività».  Non negherà che la riorganizzazione dei presidi per intensità di cura qualche problema la sta presentando?  «Le cose pian piano si risolveranno. Va ricordato che per il nostro modo di intendere la sanità è un cambiamento epocale. Per anni si è lavorato sulla patologia, ora si tratta di intervenire definendone la intensità. Mi sembra però che in tutti gli ospedali le cose stiano andando a regime. Ho visitato recentemente il pronto soccorso di Cecina dopo l'introduzione dei posti di osservazione breve e, parlando con gli operatori, mi sembra di capire che abbiano accolto positivamente il cambiamento in atto».  Lei ha parlato di estendere il «see and treat» (valuta e cura) in tutti i pronti soccorso. Dunque anche a Cecina arriveranno gli «infermieri-medici»?  «La sperimentazione ha dato esiti positivi, funziona perché riduce i tempi di attesa nelle sale di emergenza. Occorre valorizzare le professionalità e dare la possibilità agli infermieri di occuparsi di casi meno importanti».  Ma il personale?  «Le assunzioni sono bloccate, su questo la Corte Costituzionale è chiara».  A proposito dei ticket. Avete deciso quando introdurli?  «I nuovi ticket partiranno lunedì 22 agosto. Ma resta aperto il tavolo delle Regioni col Governo. La nostra proposta è quella di introdurre una tassa sul fumo che coprirebbe ampiamente il costo dei ticket, in modo da poterli cancellare dal prossimo anno».  

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