Gioco
«Cura dell'infarto, sbagliato puntare su Livorno»
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Un laboratorio di emo- dinamica dove si fanno angioplastiche Fli critica la scelta e attacca la direzione dell'Asl: «Servizi smantellati»
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CECINA. «Prende forma la strategia Calamai in merito alle operazioni di "taglio" ai servizi ospedalieri fatte fino ad oggi. Ma noi non ci stiamo! Noi sosteniamo che l'apertura della sala di cateterismo cardiaco a Livorno è una scelta sbagliata e pericolosa». Lo sostengono, in una nota, Alessandro Tinti e Francesco Musotto, rispettivamente coordinatore e consigliere comunale di Fli. E aggiungono: «I malati con un infarto che si presentano al pronto soccorso di Cecina se vengono trasferiti a Livorno devono sopportare ritardi di trattamento che aumentano la loro probabilità di morte. I malati con infarto che arrivano al pronto soccorso di Piombino non possono essere trattati con angioplastica perché il tempo di trasferimento a Livorno è e sarà sempre troppo lungo. In realtà, l'ospedale di Livorno non aveva la minima necessità di una sala di cateterismo, perché i malati con infarto potevano essere trasferiti, in un quarto d'ora all'ospedale di Pisa. L'unica scelta logica sarebbe stata l'apertura di quella sala di cateterismo presso il nostro ospedale di Cecina (sede baricentrica)» E poi la polemica col sindaco Benedetti che aveva garantito che l'ospedale di Cecina non verrà toccato da tagli. « Nel suo intervento dichiara: la scomparsa dell'Utic denunciata anche dagli amici del cuore, cardiologia è uno spezzatino, il polo radiologico non decolla, le liste di attesa sono da mesi ferme, la tac deve essere acquistata, il nuovo pronto soccorso lavora con infermieri a chiamata da altri reparti, e in 50 km ci sono 3 ospedali dove si parla di razionalizzazione no di chiusura. Razionalizzare vuol dire depotenziare. E dice di garantire servizi?».
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