Il Tirreno

«Ha molestato anche mio figlio»

Alessandro De Gregorio
«Ha molestato anche mio figlio»

Nuove accuse a carico del giovane arrestato per violenza sessuale

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 CECINA. Sarebbero quattro i bambini molestati dal giovane imprenditore edile arrestato dai carabinieri a fine luglio, ma due casi sono tutti da verificare. Del primo episodio (ai danni di una bambina di 4 anni) "Il Tirreno" ne ha già dato notizia. Un altro (avvenuto un mese prima nei confronti di un bambino di tre anni) avrebbe avuto sufficienti riscontri secondo quanto illustrato ieri ai cronisti dal magistrato che coordina le indagini, il viceprocuratore Luca Masini. Gli altri due episodi invece si pongono ancora su un livello inferiore: segnalazioni, voci, testimonianze di terza mano. Tutti elementi in corso di accertamento da parte dei carabinieri.  Intanto il ventisettenne accusato di essere un pedofilo è stato trasferito dalle Sughere, dove era tenuto in isolamento per la sua incolumità (a Livorno tirava una brutta aria, radio carcere aveva già fatto il giro) a quello di Sollicciano, dove esiste una sezione speciale per le persone accusate di reati contro i minori. Era stato arrestato dopo che una bambina di 4 anni aveva confidato al padre di essere stata toccata e baciata da lui in giardino. La piccola, figlia di una coppia conosciuta per caso dall'imprenditore tramite un'amica comune, aveva la tutina lacerata nella parte posteriore. Portata all'ospedale, era partita la segnalazione ai carabinieri. Gli investigatori erano andati a prendere il giovane a casa e lo avevano condotto in caserma. Messo alle strette, lui aveva confessato. Ora il pm Masini sottolinea che quella confessione scritta di suo pugno sarebbe «molto cruda». Certo è che il giudice delle indagini preliminari aveva convalidato quel fermo disponendo anche il mantenimento della misura detentiva in carcere.  Nel frattempo i carabinieri hanno continuato a indagare per far luce sulla personalità del giovane cominciando a sentire i vicini di casa. E proprio dai vicini sono arrivate alcune indicazioni: altri tre episodi simili. Uno di questi avrebbe avuto la conferma di un testimone oculare: la madre di un bambino di tre anni, che sarebbe stato preso in braccio e palpeggiato nelle parti intime dal giovane in questione. Episodio avvenuto un mese prima, a giugno, a quanto pare in un bar. Anche in questo caso la madre del bambino era stata appena conosciuta dal ventiseienne. La donna però non lo aveva denunciato: «Avevo provato disagio - ha detto poi ai carabinieri - e d'istinto mi ero ripresa mio figlio. Non mi erano piaciuti quegli apprezzamenti».  Sono state sentite anche persone che conoscono molto bene l'indagato. L'ex convivente, ad esempio, con cui lui ha avuto un figlio che ora ha tre anni. La relazione tra i due è finita da mesi ma per motivi che non riguardano l'inchiesta. Sentiti anche i genitori di lui, che sono caduti dalle nuvole e anzi hanno difeso a spada tratta il figlio.  La posizione del giovane è delicata. E' vero che gli vengono contestati «solo» palpeggiamenti (e baci nelle parti intime per quanto riguarda la bambina), ma da anni ormai il codice all'articolo 609 bis (con l'aggravante della minore età di cui al 609 ter), parlando di atti sessuali pone sullo stesso piano le vecchie molestie con la violenza sessuale vera e propria. Il pm Masini taglia corto, parla già di pena dai 7 ai 14 anni ridotta eventualmente dal giudizio abbreviato; e fa capire che farà presto a chiudere questa indagine.  

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