Il dolore
Tagli alle classi, ci rimette il Mattei
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Studenti davanti allIsis Mattei Respinta l'autorizzazione di una prima all'Ipia. La Cgil: «Alunni a spasso»
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ROSIGNANO.Tagli alle classi anche all'Isis Mattei. E, in un caso, alunni costretti a cercarsi altri istituti. E' quanto denuncia in una nota, in cui si esprime sconcerto e grande preoccupazione per la situazione scolastica nel nostro territorio, Patrizia Villa segretaria Flc Cgil. «Il ministero - scrive Villa - vuole ancora tagliare rispetto a quanto già autorizzato a giugno». Ne deriva che all'Ipia (Istituto professionale industria e artigianato) di Rosignano, sezione coordinata dell'Isis Mattei, sarà autorizzata una seconda di Manutenzione e Assistenza tecnica con 32 allievi (tra i quali un alunno diversamente abile con gravità in barba alla sentenza della Corte Costituzionale) anziché due seconde come richiesto». «Inoltre - sottolinea ancora la Villa - è stata respinta la richiesta di autorizzazione di una prima (sempre all'Ipia) con 22 allievi (tra i quali un handicap grave) impedendo così all'unico Professionale della Bassa Val di Cecina di proseguire nel suo percorso scolastico, e a 12 studenti di frequentare la scuola prescelta, salvo poi strapparsi le vesti per la dispersione scolastica. Giunge voce inoltre che gli studenti "rifiutati" grazie ai tagli ministeriali, non stiano facilmente trovando altra collocazione in quanto le scuole non sono ingrado di accettare altre iscrizioni». «Il motivo - spiega ancora Villa - è facilmente comprensibile: non saranno autorizzate classi in più. Le nuove iscrizioni, se fanno scattare nuove classi, metteranno i dirigenti che accetteranno queste iscrizioni in gravi problemi con le autorizzazioni da parte dell'Usr Toscana». «Tutto ciò - conclude la sindacalista della Cgil - oltre che ledere il diritto allo studio di decine studenti, massacrare la qualità della didattica e tagliare altre cattedre, ci fa sorgere un'altra domanda: in che considerazione sono tenute le richiesto nel territorio?». La risposta che la Cgil si dà è la seguente: «Verificando quanto accade in tutti gli istituti professionali della provincia sorge il dubbio fondato che ci sia la volontà di chiudere l'istruzione Professionale già fortemente penalizzata dalle recenti riforme in favore della formazione professionale, il riferimento è il modello Lombardo dove alla scuola si sostituisce una sorta di avviamento professionale. Si utilizzano agenzie private formative sottraendo alla scuola pubblica questo settore. Sarebbe opportuno a questo punto che si dicesse chiaramente, in modo che gli studenti sappiano con chiarezza quale sarà il loro futuro e il personale scolastico abbia chiaro il proprio futuro lavorativo». La polemica è accesa ad un mese di ripresa dell'attività scolastica».
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