Il Tirreno

Anche 46 reclami nel bilancio dell’autorità di ambito che si occupa delle risorse idriche

Ato, cause per 150mila euro

Rino Bucci
Ato, cause per 150mila euro

Raffica di contenziosi per consumo anomalo di acqua

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 CECINA. Un contenzioso di 150mila euro per consumi anomali d'acqua. È quanto si ritroverà ad affrontare l'Ato 5, l'autorità d'ambito che si occupa delle risorse idriche. La cifra è riportata nel Piano di rendiconto degli obiettivi di lavoro 2010. Un documento, da poco affisso all'albo pretorio dell'ente. Presenta i risultati raggiunti da Ato nella passata stagione e offre interessanti spunti di riflessione.  I reclami. Il punto 2.4 della relazione riguarda la "Gestione della tutela del consumatore"; viene classificato come "parzialmente raggiunto".  «Si tratta di uno degli obiettivi ritenuti prioritari - si legge nel testo - per un corretto svolgimento della funzione. Non è stato possibile per la ulteriore riduzione della forza lavoro disponibile, se non nella parte terminale dell'anno, sotto l'imminente soppressione dell'ente, dare corso ai dovuti approfondimenti per un complesso di opportune modifiche da apportare ai documenti contrattuali d'utenza».  In sintesi, la questione è di grande importanza, ma visto che l'azienda è in fase di riordino (entrerà a far parte di un Ato più grande) e il personale scarseggia non è stato possibile mettere in piedi degli interventi adeguati.  Però ci sono i numeri e sono interessanti: «La presentazione di reclami - continua la relazione - soprattutto per casi di consumi anomali ha proseguito il suo trend di costante aumento, più che raddoppiando il dato del 2008. A questo problema si è fatto fronte con uno sforzo straordinario che ha visto anche il coinvolgimento di una nuova dipendente».  Sono stati 56 i reclami formali inoltrati a cui vanno aggiunti quelli non formali che non sono stati quantificati.  In più sono stati trattati ben 43 casi di consumo anomalo, per un contenzioso pari a 150mila euro.  Pagamenti. È stato monitorato anche il flusso di entrata dalle bollette.  «Lo stato di pagamento dei canoni - scrive l'azienda - ha confermato l'esistenza di un notevole ritardo, e verificata la sostanziale corrispondenza dei dati di bilancio aziendale».  Ato ha ratificato con alcune delibere la fattibilità della posticipazione di una quota di canone e le modalità di definitivo pagamento a saldo dei canoni pregressi.  In pratica, sono stati definiti i termini per pagare una parte di bolletta in un secondo momento e saldare gli arretrati in un'unica soluzione. L'obiettivo è identificato come «parzialmente raggiunto».  Sviluppo. Anche a causa della riorganizzazione che interesserà l'azienda molti obiettivi del campo "sviluppo", quelli che guardano al futuro, non sono stati raggiunti o aggiornati.  Di dodici punti soltanto sei sono stati raggiunti «per quanto possibile».  Aggiornato al 2011 lo sviluppo della funzione di controllo dei progetti del gestore (Asa), il controllo delle prestazioni del gestore (Asa), la ridefinizione del sistema di verifica degli standard tecnici. Perseguita la ricerca di una nuova sede per l'azienda a Livorno.

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