Il Tirreno

Parte la guerra a decibel selvaggio

Il comitato Città Nuova contro la discoteca Tinì: «Abbassate il volume»

3 MINUTI DI LETTURA





 CECINA. «Abbassate il volume». In estrema sintesi è la richiesta che il comitato "Città nuova" avanza alla proprietà della discoteca Tinì. Il gruppo - che si occupa dei problemi della zona ex 167 - ha raccolto le lamentele di alcuni cittadini in una lettera. Il documento è stato redatto dopo un incontro programmato per la scorsa settimana. «Facciamo presente a tutti gli enti i nostri problemi - scrive a nome del comitato Luciano Bandini - affiché intevengano sui disagi che crea il Tinì, la discoteca all'aperto. Da anni, quando inizia il periodo estivo si sono susseguite diverse lementele per la musica della discoteca: il suono arriva fin dentro al quartiere. Siamo costretti a chiudere le finestre perché il rumore va avanti per tutta la notte. A quanto ci risulta le emissioni, dalla mezzonotte in poi dovrebbero essere abbassate ma questo non avviene e non ne comprendiamo il motivo».  A quanto riferisce Bandini il quartiere "Città nuova" è il più interessato dal problema rumore, «la parte dell'ospedale - dice è protetta da una collinetta, mentre noi siamo i più esposti della zona. E alla fine ci tocca dormire d'estate con le finestre chiuse. A volte i vetri tremano dal chiasso. Non tutti i sabati sera. Forse dipende dai dj o dagli ospiti delle varie serate. Molti residenti sono disperati. Se la situazione non si risolve siamo pronti anche all'esposto in Procura o a chiamare a sorpresa le forze dell'ordine».  Sull'intensità delle emissioni sonore della discoteca al Fiorino si parlò a lungo anche anni fa. «Ma da tre anni - assicura la titolare del Tinì, Cinzia Guidi - non ci sono state più segnalazioni. I tecnici Arpat al tempo fecero tutti i loro rilievi e trovarono che solo una zona era fuori norma e prontamente intervenimmo. Quest'anno invece era filato tutto liscio. Il nostro campanello d'allerme è l'ospedale; anche da loro non ci è stato segnalato niente».  La proprietà del dancing si dimostra disponibile ad un intervento: «tutto quello che possiamo fare - continua Guidi - è contattare gli ingegneri di Arpat per monitorare di nuovo le emissioni sonore. Da questo punto di vista però, anche noi facciamo qualcosa. I nostri impianti audio hanno un picco, un limite che non possono superare». Qualcosa come il fermo di un motorino, insomma, che impedisce di eccedere con il rumore. «Molte volte però è il vento a creare problemi e a ingannare - conclude la titolare - infatti quando ci sono delle raffiche violente la musica viene "trasportata" più lontano. Sempre che non sia un errore. Mi ricordo un sera, in cui il locale era chiuso. A un certo punto squilla il telefono: mi chiamano per dirmi di abbassare la musica. Il frastuno, invece che dal Tinì, arrivava da una festa al Fiorino». R.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze