Il Tirreno

Lama Gomo Tulku, "piccolo Buddha" folgorato dal rock

Maria Giulia Nenci
Il venerabile lama Gomo Tulku
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Il venerabile lama Gomo Tulku

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POMAIA. A Pomaia esplode il rhythm'n'blues. Nel tranquillo istituto Lama Tzong Khapa, nato sul finire degli anni Settanta per la preghiera e lo studio delle pratiche buddiste, il venerabile lama Gomo Tulku accantona la meditazione. Nato in Canada, a Montreal, nell'agosto del 1988, Gomo (questo il suo nome d'arte) a tre anni viene riconosciuto come la ventitreesima reincarnazione di un importante lama, Gomo Rimpoce, morto nel 1985. 

L'appellativo "Tulku" infatti in Tibet viene conferito a chi è riconosciuto come un maestro del passato che ha ripreso vita in un corpo umano per il beneficio degli esseri viventi.  Bambino prodigio, il "piccolo Buddha" dopo essere stato battezzato proprio nel centro di Pomaia all'età di sette anni, lascia la sua famiglia per il sud dell'India, pronto ad essere accolto in un monastero per i successivi dodici anni.  Per il breve periodo di un anno torna a far visita ai suoi familiari in America e qui viene affascinato dalla musica.  Torna in India per finire gli studi e a vent'anni si trasferisce in Toscana iniziando cosi la sua carriera di cantante.  Si divide tra Pomaia e Milano, collaborando con artisti del calibro di Deleterio, noto produttore di musica hip-hop.

Allo stesso tempo Guess lo nota e decide di sponsorizzarlo.  Passano due anni e alla fine esce il suo singolo "Photograph". La musica di Gomo non si può identificare in un solo genere, spazia dal pop alla dance, dall'hip-hop all'R&b.  In una recente intervista, il lama Gomo Tulku risponde a chi lo accusa di aver abbandonato la meditazione e la preghiera per qualche nota e un po' di popolarità dicendo che c'è stata semplicemente una deviazione nel proprio cammino spirituale, ha scelto solo di seguire una strada diversa.


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