La manifestazione
NUOVE REGOLE
Paolo Francini (Sinistra pe Castagneto)
6 MINUTI DI LETTURA
NUOVE REGOLE Nomine nelle società deve valere il merito Il Partito socialista sostiene ormai da tempo come il criterio del "merito" sia indispensabile per l'eguaglianza sociale ma soprattutto possa diventare un metodo di trasparenza e correttezza per l'amministrazione della cosa pubblica. Non bisogna mai dimenticare che anche nelle aziende definite in qualche modo di secondo livello, dove spesso compare la sigla Società per azioni (Spa), gli azionisti sono spesso riconducili ai Comuni e pertanto i soldi investiti sono quelli pubblici, quelli che mettono i cittadini nelle loro tasse. Ed allora è giusto che si definisca un sistema che, fuori da facili demagogie, sia in grado di fissare obiettivi di qualità su cui misurare le prestazioni degli amministratori che vengono chiamati ad amministrare il bene pubblico. Il tutto attraverso forme trasparenti e conoscibili ai cittadini. In attesa di definire un modello di valutazione riteniamo che come primo imperativo si debba evitare la nomina e/o riconferma di amministratori che hanno già dato prova negativa del proprio operato, magari procurando alle aziende medesime forti disavanzi senza che questi fossero determinati da investimenti destinati al rafforzamento delle attività dell'azienda stessa. Su questo tema che lanciamo la sfida di un nuovo modo di gestire. La sola appartenenza politica degli amministratori se da un lato non deve essere elemento ostativo per eventuali nomine dall'altro non può costituire, almeno per noi socialisti, l'unico ed esclusivo parametro di nomina, come pure l'attività professionale svolta non deve essere una discriminante. Occorre dare le valutazioni strada facendo per il percorso svolto, casomai introducendo una clausola che preveda, ogni anno, la possibilità di rivedere un consiglio qualora i risultati siano negativi senza attendere la fine naturale dello stesso (con conseguenze irreparabili. Noi socialisti siamo lontani dalla facile demagogia ma riteniamo che l'interesse pubblico ed il denaro pubblico debbano essere gestiti con efficienza e qualità, e pertanto che si adotti il criterio del "merito" come metodo di valutazione dell'operato dei nominati nelle aziende a partecipazione pubblica ed in quelle di secondo livello. Alberto Rossi (segretario provinciale Psi) SANITA'/1 Le cure per le emergenze cardiache sono un diritto L'emergenza medico-cardiologica è un diritto costituzionale. Deve essere chiaro a tutti, anche e soprattutto dopo le battaglie del '99 per l'Utic dell'ospedale della Bassa Val di Cecina e le relative promesse ed assicurazioni di politici e tecnici Asl, che un reparto di emergenza salvavita come l'Unità di Terapia Intensiva Coronarica, trattandosi di emergenza medica, deve assolutamente e subito essere ripristinato nelle sue piene funzioni, come reparto, con la riassegnazione del personale e delle macchine espropriategli. Si può forse discutere l'accorpamento di unità ultraspecialistiche e la loro distribuzione nei vari ospedali dell'Asl, per non creare duplicati e diminuirne l'efficienza globale, ma l'emergenza cardiologica non si tocca. Come dobbiamo ripeterlo, quando l'abbiamo già dimostrato e ripetuto per decine di anni? Questi politici, anche quando si travestono da amministratori strapagati, sono come scolari poco attenti, prima fanno finta di aver capito, poi dimenticano. Dobbiamo imporre ai nostri rappresentanti di essere più accorti, impedire loro di giocarsi a poker la nostra salute e l' emergenza medico-cardiologica, costringerli a restituirci il maltolto, i reparti dell'ospedale: la medicina, la pediatria, l'ostetricia, l'ortopedia, l'Utic, disaccorpandoli, com'era fino a pochi mesi fa, dalla medicina stessa, che i medici del pronto soccorso non siano più sottratti a rotazione dai reparti ma che venga assegnato all'emergenza medica personale specializzato Deu (Dipartimento Emergenza Urgenza, così come è a Livorno e a Piombino), che vengano finalmente aperti quattro letti di vera terapia intensiva e non sub intensiva, come è invece oggi (che in caso di aggravamento è solo una sala d'attesa per l'elicottero o, forse peggio, per l'obitorio), ripristinato il laboratorio di analisi necessario perché Utic e Pronto Soccorso possano funzionare nei necessari tempi brevi, con l'apertura di un centro di Emodinamica presso l'Utic per il trattamento dell'infarto in fase acuta. Sappiamo invece che oggi Chirurgia ed Ortopedia spesso sospendono interventi programmati, in caso di emergenze dal pronto soccorso, spesso con pazienti chirurgici già in preanestesia, per le carenze del personale. Mi chiedo se ci sia differenza qualitativa tra certe scelte omissive o volutamente negative verso i pazienti in emergenza medica e cardiologica in Bassa Val di Cecina e quelle che vengono perpetrate da un omicida che attenta alla vita umana, o da chi compie volontariamente un'omissione di soccorso! Per quella quantitativa viene invece subito da pensare alla strage. In fondo la matura popolazione nella Bassa Val di Cecina con un ospedale troppo efficiente non diventerebbe esageratamente anziana e sana per i gusti di chi tiene al portafoglio, ma soprattutto al proprio? È indubbiamente, a questo punto, solo una sporca vergogna, poiché siamo di fronte al perseverare consapevole e volontario nell'errore, come è evidente dalle posizioni arroganti e non conciliatorie di politici ed ASL, apparse in questi giorni sulla stampa, che negano l'evidenza. Tagli e nonsense che si estendono anche a Livorno, con l'eliminazione prevista della validissima Neurologia, ma con un presunto assurdo nuovo ospedale supermiliardario doppione in zona Montenero lontano dai quartieri popolari Nord, contro il piano regolatore. La parola d'ordine diventa, per ora, irrinunciabilmente "dimettetevi!", ma per il futuro prossimo, se l'emergenza cardiologica non fosse ripristinata, e la situazione dell'intera Asl normalizzata, anche per i decessi che ci riporterebbero alle statistiche anni '70, che possa trasformarsi in un netto e chiaro "costituitevi!" non è affatto escluso. Alessandro Righi (Cecina) SANITA'/2 Al sindaco di Castagneto vanno bene i tagli all'ospedale? Nelle recenti dichiarazioni dell'assessore regionale alla sanità leggiamo che "visti i tagli che dovremo subire, pari a 350 milioni di euro, serve una rete di ospedali e non tanti ospedali fotocopia, a poca distanza "l'uno dall'altro". In quale misura corrispondono al vero le voci che parlano di ulteriori tagli all'ospedale di Cecina, fino ad una sua riduzione a poco più di un pronto soccorso? A questo proposito, il sindaco e la giunta di Castagneto, ritengono positivo l'accorpamento dell'Utic all'interno dell'unità di cure intensive e lo spostamento su Livorno dell'emodinamica? Il sindaco e la giunta di Castagneto sono d'accordo nel sostenere la richiesta(già formulata da la "Sinistra per Castagneto" ed oggi prospettata dal sindaco di Cecina, Benedetti) di effettuare una valutazione pubblica, dopo un anno di sperimentazione, del modello delle così dette cure intensive per l'ospedale di Cecina? Perché la società della salute della bassa Val di Cecina, è divenuta una specie di società segreta della quale i cittadini non sanno più niente, ad esempio: quando la SdS diventerà operativa, gestendo direttamente i servizi socio-sanitari del territorio? Con quali risorse e per effettuare quali servizi? Quando sarà approvato il Pis? Quali sono le richieste e le proposte promosse dall'amministrazione comunale di Castagneto alla giunta della Sds negli anni 2009, 2010, 2011. Quali sono quelle accolte e quelle respinte? Quali sono le richieste e le proposte avanzate dagli organismi di partecipazione della Sds nel triennio 2009-2011, quali quelle approvate e quali quelle respinte? A Castagneto, quanti servizi di assistenza domiciliare (quella gestita da sociale) sono stati erogati negli anni 2008, 2009, 2010, 2011, per quanti utenti e per quante ore? Si richiedono i dati distinti anno per anno. Perché i risultati di alcuni esami diagnostici effettuati all'ospedale di Cecina, non possono essere ritirati presso il presidio di Donoratico, costringendo molte persone, soprattutto anziane, a doversi recare necessariamente a Cecina? Cosa pensa di fare il sindaco per eliminare questo disagio?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google