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CARICO DI CLORO
Fiamme sotto il treno Solvay il caso portato in Parlamento
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ROSIGNANO. Finisce in Parlamento la vicenda del treno 56326, partito da Rosignano con il carico di cloro della Solvay, fermato tra Pisa e Livorno la sera del 1 agosto, intorno alle 21,30, perché avvistato mentre mandava scintille e bagliori di fiamme sotto le cisterne. La senatrice Manuela Granaiola (Pd) ha presentato un'interrogazione in calce alla quale sta raccogliendo le firme di altri colleghi. «La causa dello scongiurato disastro - ricorda Granaiola - sarebbe da ricercare nel malfunzionamento dell'impianto frenante della prima cisterna. Si ritiene che i ceppi siano rimasti serrati sulle ruote mentre il treno proseguiva la marcia e che, a causa del fortissimo attrito, si sia sviluppata una quantità di calore e scintille che avrebbero potuto rendere incandescenti ruote e carrello e, in casi estremi, portare alla fusione di alcune parti della cisterna».
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