La manifestazione
Occorre abbattere i fortini di guerra e mettere in sicurezza il pontile Bonaposta: opere complicate
Il maxi ripascimento è a rischio
Alessandra Bernardeschi
Due prescrizioni della Regione fanno lievitare i costi del progetto
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VADA. Mettere in sicurezza il pontile Bonaposta e abbattere i fortini di guerra: sono le indicazioni della Regione prima di iniziare con i lavori per fermare l'erosione del mare. Prescrizioni pesantissime per i due maxi progetti di Vada. Due i grandi progetti in campo per Vada: uno per l'area a nord l'altro per quella a sud della frazione. Interventi dei quali si parla da anni e che dovrebbero concretizzarsi. Ma i decreti definitivi della Regione Toscana, ossia quegli atti che indicano le modalità con cui i lavori debbono essere realizzati, si portano dietro «due pesanti prescrizioni», come spiega l'assessore Margherita Pia. La prima, forse la più facile da superare, riguarda il fortino di guerra «che dovrà essere demolito». La seconda è quella relativa al pontile Bonaposta o Lamberti «che dovrà essere messo in completa e assoluta sicurezza con interventi strutturali». In attesa del progetto definitivo da parte della Provincia, è stata comunque data la priorità degli interventi nella parte a nord di Vada, ossia quella tra la Barcaccina ed il pontile. La zona, insomma, più vicina all'abitato della frazione dove l'acqua di mare ha mangiato metri di arenile e spesso arriva sin sul lungomare. Andiamo per ordine: per quanto riguarda il fortino, simbolo dell'ultima guerra combattuta anche nei nostri luoghi: «la Regione - prosegue Pia - ha deciso che, per motivi di sicurezza, debba essere abbattuto. Ciò comporta uno stanziamento non indifferente di denaro in un momento in cui i finanziamenti non sono del tutto sufficienti a coprire uno dei primi progetti contro l'erosione». La seconda prescrizione è quella invece relativa al pontile Bonaposta: «che il Demanio -prosegue l'assessore - ha dato in concessione al campeggio Rada Etrusca. Proprietà che non ha rinunciato alla concessione». Le prescrizioni della Regione prevedono che il pontile sia interessato a lavori di messa in sicurezza e vigilanza per bagnanti e natanti perché pericoloso. «Per questo ho dato incarico alla polizia municipale di effettuare un sopralluogo per verificare lo stato reale in cui riversa il pontile. Pontile, per altro, oggetto di una passata ordinanza proprio per obbligare i concessionari ad effettuare interventi per mettere in sicurezza la struttura». Il problema però non è di semplice soluzione: infatti nel Regolamento urbanistico è inserito un progetto specifico per il pontile dove dovrebbe essere realizzato un ristorante. «Un progetto al momento fermo e dunque dovremo capire - dice l'assessore all'urbanistica - cosa voglia fare la proprietà: o realizzare il ristorante come previsto nel Regolamento Urbanistico oppure dare comunque il via ai lavori della messa in sicurezza e vigilanza della struttura così come prescrive la Regione». Tra la prescrizione anche il ripascimento in località "bagnetti". Infine, cosa non da poco, il problema dei finanziamenti: «Ad oggi sono disponibili i finanziamenti, e non tutti, per partire con un solo progetto. Da qui la scelta, una volta pronto il definitivo, di iniziare con gli interventi, che prevedono la realizzazione di due pennelli, nella zona a nord di Vada, ossia quella più vicina all'abitato».
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