Il Tirreno

Il primo cittadino alla festa del Pd: «Il silenzio dell’azienda non è più tollerabile»

Edison, ultimatum del sindaco

Alessandra Bernardeschi
Una motogasiera attraccata al pontile Solvada
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Una motogasiera attraccata al pontile Solvada

Franchi: «Vogliamo aggiornare il Piano strutturale, servono risposte»

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 ROSIGNANO. Rigassificatore, ultima chiamata. Edison e Solvay dovranno chiarire al sindaco Alessandro Franchi a breve giro di posta se sono ancora interessate al progetto Rosignano o se l'amministrazione comunale dovrà guardare ad altri tipi di investimenti ed aprire il territorio verso orizzonti diversi.  Come aprire sempre più ad un turismo strutturato, rispolverando il progetto delle terme e del campo da golf. Due obiettivi che saranno previsti nel nuovo Piano strutturale o nelle modifiche di quello attualmente in vigore.  È stato chiaro mercoledì sera il primo cittadino, durante il dibattito con la giunta organizzato alla festa dei democratici: «non possiamo esprimere un parere sul progetto Rosignano perché a distanza di undici anni non ne conosciamo ancora il piano industriale. Ed oggi - ha rincarato - il silenzio di Edison è assordante». Poi, senza peli sulla lingua, incalzato dalle domande della moderatrice Maria Meini, caposervizio del Tirreno: «da molti mesi - dice Franchi - non riceviamo nessuna risposta in merito alle nostre richieste di incontro e non è possibile che un sindaco non riesca ad avere un colloquio con Edison su un progetto di tale portata. Si discute di Terminal gas e del Progetto Rosignano dal 2000. Intanto, però, ci tocca registrare che il fabbisogno di gas a livello nazionale è cambiato, che altri rigassificatori sono già in esercizio ed altri ancora in costruzione come l'Olt di Livorno. Non sappiamo più se il terminal gas di Rosignano sia ancora considerato un impianto strategico a livello nazionale».  Insomma, l'ultima campanella sta per suonare «e sia chiaro - ha continuato Franchi - non ci facciamo dettare i tempi da altri. Non possiamo stare fermi, a livello economico, per altri tre anni». Ed è in questo contesto che si inserisce lo studio dell'istituto Sant'Anna di Pisa commissionato dall'amministrazione comunale: «A livello di polo chimico non basta più parlare di consolidamento ma anche di sviluppo, pensiamo ad esempio alla chimica verde, ai progetti innovativi». Capire, dunque, se il grande polo chimico Solvay sia intenzionato a stare dentro questi progetti. Definire un nuovo orizzonte di sviluppo «sempre più aperto al turismo, alla riqualificazione ambientale ed alle tante risorse di questo territorio».  E così si torna a parlare di turismo termale e di realizzare un campo da golf «progetti dei quali si parlava venti anni fa e sui quali siamo in ritardo», dice Franchi, ma che saranno inseriti nel nuovo Piano strutturale o adeguando quello già esistente: «Che gli imprenditori si facciano avanti».  Insomma, da "territorio prevalentemente a vocazione industriale a comune sempre più turistico". Lo studio non è ancora terminato «ma già ad ottobre inizieremo un confronto con tutte le categorie di lavoratori», ha terminato Franchi.

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