Conad, ok all'intesa per la costruzione dell'ipermercato
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CECINA. Primo passaggio ufficiale per il progetto Conad a Collemezzano. Il protocollo d'intesa tra l'azienda pistoiese e l'amministrazione - sottoscritto nel 2009 - è stato approvato dal consiglio comunale con i voti di Pd, Psi e Idv. Pollice verso dal Pdl. La ratifica del documento era stata rimandata a causa dei problemi giudiziari che hanno interessato i vertici di Conad. Ora che l'accordo ha ricevuto l'ok, si passerà alla pianificazione urbanistica. «L'affare è troppo importante sia per i risvolti occupazionali che avrà nella zona sia perché è legato a doppio filo con la riqualificazione di corso Matteotti».
Lo aveva ribadito Stefano Benedetti, sindaco di Cecina, proprio durante il passato consiglio comunale, quando l'accordo era stato tolto dall'ordine del giorno in extremis. Poi ci furono gli incontri con l'azienda in cui fu assicurata la volontà di andare avanti. Il piano. Il piano venne sottoscritto dal sindaco Paolo Pacini alla presenza dei vertici di Conad, delle associazioni di categoria e dei sindacati. Un progetto che impegnava - e che impegna - l'azienda pistoiese ad un investimento da 60 milioni di euro per circa 450 posti di lavoro a Collemezzano. Sono tre i lotti previsti: il primo è costituito da una grande struttura alimentare. Il secondo da una media struttura per la vendita (ad accezione di calzature e di abiti). Il terzo da un distributore di carburante che prevede anche servizi aggiuntivi (che potrebbe essere una rivendita gomme). Ma è il secondo lotto, quello della media struttura che ha fatto discutere in consiglio comunale. Al tempo, i sindacati e le associazioni non hanno voluto che potesse distribuire scarpe e vestiti per non fare concorrenza all'anima economica del centro cittadino.
«Ci siamo opposti. Il nostro è un voto politico - spiega Paolo Barabino, capogruppo di minoranza - e non siamo convinti di questo accordo. Il divieto di vendita di calze e abiti sarà solo una foglia di fico e in definitiva questo tipo di merce troverà spazio negli scaffali in un modo o nell'altro». Per l'assessore all'urbanistica Giamila Carli, che ha portato il documento in consiglio, «una struttura del genere è fondamentale per il territorio cecinese e riuscirà a far da volano all'economia. Contiamo che possa richiamare diverse persone anche da fuori - continua Carli - e questo aspetto gioverà a tutti anche ai negozi del centro». Interventi. L'accordo tra Comune e Conad, oltre agli effetti occupazionali porterà in dote anche interventi sul territorio. «Su tutti - spiega Carli - la riqualificazione del tratto di corso Matteotti che da via Diaz corre fino a via della Circonvallazione. Inoltre, Conad affiancherà l'amministrazione nello studio di riqualificazione e nelle spese che interesseranno il centro». C'è anche l'impegno da parte del colosso di Pistoia a contribuire all'organizzazione di eventi costituenti attrazione per la città, assicurando all'amministrazione comunale un sostegno economico annuo da 40mila euro.
Ritardi. Al momento della presentazione del protocollo d'intesa, nel maggio del 2009, l'amministratore delegato di Conad, Ugo Baldi, ipotizzò l'apertura del centro commerciale entro la metà del 2010. «Mancano una variante al regolamento urbanistico - disse - e a fine anno (il 2009, ndr) si potranno chiedere i permessi per costruire. Un anno e mezzo di lavori e a metà 2010 dovrebbe essere tutto pronto». Oggi, a più di un anno da quella scadenza i lavori non hanno ancora visto la luce.
Lo aveva ribadito Stefano Benedetti, sindaco di Cecina, proprio durante il passato consiglio comunale, quando l'accordo era stato tolto dall'ordine del giorno in extremis. Poi ci furono gli incontri con l'azienda in cui fu assicurata la volontà di andare avanti. Il piano. Il piano venne sottoscritto dal sindaco Paolo Pacini alla presenza dei vertici di Conad, delle associazioni di categoria e dei sindacati. Un progetto che impegnava - e che impegna - l'azienda pistoiese ad un investimento da 60 milioni di euro per circa 450 posti di lavoro a Collemezzano. Sono tre i lotti previsti: il primo è costituito da una grande struttura alimentare. Il secondo da una media struttura per la vendita (ad accezione di calzature e di abiti). Il terzo da un distributore di carburante che prevede anche servizi aggiuntivi (che potrebbe essere una rivendita gomme). Ma è il secondo lotto, quello della media struttura che ha fatto discutere in consiglio comunale. Al tempo, i sindacati e le associazioni non hanno voluto che potesse distribuire scarpe e vestiti per non fare concorrenza all'anima economica del centro cittadino.
«Ci siamo opposti. Il nostro è un voto politico - spiega Paolo Barabino, capogruppo di minoranza - e non siamo convinti di questo accordo. Il divieto di vendita di calze e abiti sarà solo una foglia di fico e in definitiva questo tipo di merce troverà spazio negli scaffali in un modo o nell'altro». Per l'assessore all'urbanistica Giamila Carli, che ha portato il documento in consiglio, «una struttura del genere è fondamentale per il territorio cecinese e riuscirà a far da volano all'economia. Contiamo che possa richiamare diverse persone anche da fuori - continua Carli - e questo aspetto gioverà a tutti anche ai negozi del centro». Interventi. L'accordo tra Comune e Conad, oltre agli effetti occupazionali porterà in dote anche interventi sul territorio. «Su tutti - spiega Carli - la riqualificazione del tratto di corso Matteotti che da via Diaz corre fino a via della Circonvallazione. Inoltre, Conad affiancherà l'amministrazione nello studio di riqualificazione e nelle spese che interesseranno il centro». C'è anche l'impegno da parte del colosso di Pistoia a contribuire all'organizzazione di eventi costituenti attrazione per la città, assicurando all'amministrazione comunale un sostegno economico annuo da 40mila euro.
Ritardi. Al momento della presentazione del protocollo d'intesa, nel maggio del 2009, l'amministratore delegato di Conad, Ugo Baldi, ipotizzò l'apertura del centro commerciale entro la metà del 2010. «Mancano una variante al regolamento urbanistico - disse - e a fine anno (il 2009, ndr) si potranno chiedere i permessi per costruire. Un anno e mezzo di lavori e a metà 2010 dovrebbe essere tutto pronto». Oggi, a più di un anno da quella scadenza i lavori non hanno ancora visto la luce.
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