Il Tirreno

«Immaginando l'anima», i ritratti di Lami

Federica Lessi

Fino a domenica all'Ecomuseo gli oli del poeta e disegnatore castiglioncellese

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 CASTELLINA. "Immaginando l'anima" racconta in trenta dipinti un personaggio che conoscono tutti i frequentatori della riviera etrusca: Alberto Lami. Sempre partecipe agli incontri culturali, famoso come poeta e disegnatore.  Stimatissimo conoscitore dei Macchiaioli, chi lo segue da anni ricorda le sue letture di Fucini, il Premio Ginori e le poesie e caricature esposte al Castello Pasquini. La personale di pittura ospitata all'Ecomuseo dell'alabastro fino al 7 agosto è un percorso dell'artista e dell'uomo Lami attraverso le sue passioni. A presentare l'itinerario pittorico di oli su tela, tutti nello stesso formato (60x70 centimetri), è l'amico e compaesano Massimo Paganelli, ex direttore di Armunia che condivide la passione per Castiglioncello e la poesia. Dopo i versi infatti per Lami viene l'amore per la pittura, figurativa e surrealista, sbocciato a Milano dove ha lavorato come pubblicitario dopo la scuola d'arte. L'ispirazione sembra simile: "non sono un paesaggista - spiega - ma il mio pensiero lotta con la tela: esaminando quello che mi passa davanti prendo al volo un pensiero ed è un collegamento con gli altri, chi ha avuto a che fare con me". Di questi paesaggi interiori Lami conosce le insidie e le radure soleggiate, in un percorso che sintetizza in un'efficace metafora: "per me l'arte è collegata ad uno spazio enorme con un bosco infido che l'artista deve superare, poi c'è uno spazio bello e una scala che sale, su ogni gradino c'è un artista, sul più alto sta Michelangelo e sopra c'è dio".

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