Sicurezza
Resort di lusso, il progetto in stallo
Divina Vitale
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La facciata di villa Serristori a Castagneto Villa Serristori ed ex club Med. L'assessore: «Servono alcuni correttivi»
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DONORATICO. Ma che fine ha fatto il progetto del gruppo Fingen, che fa capo ai fratelli Fratini, sul recupero in collina della storia Villa Serristori e a mare dell'ex Club Med? Da mesi infatti non se ne sente più parlare dopo la Vas (valutazione ambientale strategica) che avrebbe poi dovuto condurre alla decisione finale sulla possibilità di realizzazione o meno dell'insediamento turistico ricettivo. Settecento posti letto in totale, un resort di lusso da sogno, un potenziale turistico mai visto in questa zona. Sulla carta al momento della presentazione era prevista anche la realizzazione di case lungo la via dei Cannoni. Per quanto riguardava l'ex Club Med il progetto si proponeva di correggere le costruzioni attuali (tucul) fortemente impattanti, edificando solo nelle zone già compromesse dalla precedente edilizia con edifici puntiformi di dimensioni limitate, in parte realizzate su palafitte, con materiali leggeri e la possibilità di inglobare le specie arboree esistenti. E ancora la nascita di diverse infrastrutture pubbliche tra cui un parcheggio attrezzato in prossimità dell'accesso al mare e un percorso di pista ciclabile lungo l'Aurelia. Nel piano anche un nuovo sottopasso in grado di consentire continuità al viale Serristori. Ma è tutto fermo, dopo la Vas l'amministrazione fa sapere che dovranno essere assicurate alcune modifiche al progetto. Non si sbilancia Irio Micheletti, assessore di riferimento per l'edilizia privata, che garantisce che ci sarà un incontro con gli investitori proprio in questi giorni. «Siamo in attesa del nuovo piano attuativo - ha dichiarato - la Vas infatti ha consegnato parere finale favorevole con la sola richiesta di accorgimenti e prescrizioni che prevedevano un controllo dei volumi assentiti. Attualmente è in vigore un'ordinanza di demolizione di alcuni volumi (zona ex club Med) di cui sono stati interessati sia la vecchia che la nuova proprietà». «La proposta va avanti, ma non so dire quando partiremo». Era passata anche in consiglio comunale l'esamina del progetto appoggiato da gruppi di minoranza come Pdl mentre ha fatto sempre scudo la Sinistra per Castagneto. «Sarebbe una grave perdita - argomenta il consigliere provinciale Pdl, Benito Gragnoli - cento milioni di euro d'investimento, giusto per quantificarli. Questo doveva essere l'intervento portabandiera per il futuro del territorio e invece pare che tutto sia stato vanificato. Dieci anni di impegno da parte di imprenditori seri che dovevano far fare il salto di qualità ad una zona, un comune in continua decadenza. E mi chiedo: l'amministrazione che cosa ha fatto? Ha gestito i passaggi ma da mesi non sappiamo più niente. È scoraggiante pensare che ora arriverano dei falchi senza scrupoli, e le varie proprietà che erano destinate ad un intervento complessivo di riqualifica saranno spezzettate e vendute separatamente. Sono seriamente preoccupato per il futuro del territorio in cui la crisi imperversa se non riusciamo nemmeno ad assicurarci interventi positivi come questo».
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